Sciopera il pubblico impiego (ma stavolta il Colosseo non chiude)

24 maggio 2016 ore 9:00, Adriano Scianca
Il pubblico impiego incrocia la braccia. Domani scioperi e manifestazioni in tutta Italia: i sindacati chiedono il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. A Roma, i dipendenti pubblici scenderanno in piazza con una manifestazione che partirà in corteo alle 9 da via di San Gregorio (arco di Costantino - Colosseo) su via dei Fori Imperiali fino alla scalinata del Campidoglio prima di piazza Venezia. 

Sciopera il pubblico impiego (ma stavolta il Colosseo non chiude)
Solo nella capitale si calcola che potrebbe astenersi dal lavoro l'80% dei dipendenti pubblici. Non sono interessate né Atac né Ama: saranno quindi regolari bus e metro e ci sarà la normale raccolta della nettezza urbana. Coinvolti, invece, vigili, dipendenti comunali, le maestre degli asili pubblici, i lavoratori di Inps, Inail e Sanità. Nessuna coda fuori dal Colosseo di turisti infuriati: il ministro della cultura Franceschini ha “promosso” la cultura a servizio essenziale, quindi l'apertura dei monumenti statali dalle 8,30 alle 13,30 sarà garantita. Lo stesso vale per i 21 musei gestiti da Zètema. 

“La proposta del commissario Tronca è insufficiente — dichiarano i sindacati, a proposito del rinnovo del contratto collettivo — noi abbiamo una nuova controproposta per recuperare quel 20% che era stato tolto dalla busta paga, legandolo in parte alla produttività e in parte a meccanismi specifici come responsabilità e turni. Ma un altro tema non risolto è quello delle scuole e delle assunzioni. Impossibile revocare lo sciopero. Il governo ha negato ai giovani una prospettiva di lavoro al servizio del Paese e ai cittadini servizi di qualità: gli under 35 nelle Pa italiane, secondo la Ragioneria dello Stato, nel 2014 erano appena l’8% del totale dei dipendenti, contro il 25% della Francia e il 26,4% del Regno Unito. Sempre nel 2014, quindi al netto degli ulteriori pensionamenti non sostituiti nel 2015, l’età media era di 49,3 anni. Senza lo sblocco del turn over, servizi già in affanno quando non al collasso, tra pochi anni non avranno più personale per garantire i livelli minimi di assistenza, e nel 2019 quello in organico avrà raggiunto un’età media di 53,2. Hanno promesso la staffetta generazione, ma stanno rottamato il futuro”.
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