Forum delle Associazioni Familiari, Adinolfi sottoscrive Patto per il Comune di Roma e rilancia

24 maggio 2016 ore 17:13, intelligo
Mario Adinolfi, candidato a sindaco di Roma per il Popolo della Famiglia, nella giornata di oggi, ha sottoscritto i sei punti proposti dal Forum delle Associazioni Familiari del Lazio. Non è stato il solo, anche Marchini e Fassina, ad esempio, lo hanno fatto. E la Raggi e la Meloni sembrano in dirittura d’arrivo (agenda permettendo). La presidente del Forum regionale Emma Ciccarelli, nel corso di una conferenza-stampa, ha espresso la sua soddisfazione: “Siamo molto contenti dell’adesione di Mario Adinolfi, un candidato che ha improntato la propria campagna elettorale sul tema della “famiglia”. C’è stata una ampia convergenza su tante tematiche che sono frutto di un comune orizzonte”.

Ma vediamo nel dettaglio i sei punti, oggetto del patto:
1.      Ripristinare l’Assessorato alla Famiglia perché finalmente si inizi a parlare di famiglia come soggetto culturale ed economico.
2.      Modificare l’assegnazione delle case popolari proponendo che i nuovi contratti di locazione degli alloggi popolari siano assegnati non più con contratti a tempo indeterminato, ma con contratti a termine, salvo verifica del persistere dei requisiti di assegnazione.
3.      Istituire l’Agenzia Comunale degli Affitti, per dare pari diritti ai locatari e affittuari.
4.      Separare le graduatorie per l’ammissione agli Asili Nido: una per i posti da riservare ai bambini con disabilità e/o di disagio sociale e un’altra per i posti da riservare ai figli di mamme lavoratrici.
5.      Fissare a 4 il numero massimo dei componenti del nucleo familiare per il pagamento della TARI in quanto una famiglia numerosa è già penalizzata nel pagamento in quanto necessariamente deve vivere in un appartamento dimensioni maggiori.
6.      Rimodulare il calcolo dell’Addizionale Comunale secondo nuovi parametri di calcolo che tengano conto sia della capacità contributiva che del numero dei componenti il nucleo famigliare.
 
Mario Adinolfi, partecipando alla conferenza-stampa, ha sottolineato come  i sei punti in questione facciano parte del programma del Pdf (le sette priorità) e non possano essere disgiunti da una politica valoriale che, insieme alle proposte tecniche, economiche e fiscali, mettendo al centro la famiglia, siano dentro un’idea antropologica di umanità e di società. Se si spezza tale legame, viene meno la ragione sociale dei cattolici.  Non si può, infatti, non comprendere lo scenario presente e futuro: c’è una società radicale di massa che il premier Renzi, a livello nazionale e locale, sta edificando (basta unire ogni provvedimento legislativo approvato e da approvare, dalle unioni civili, alle adozioni gay, dall’eutanasia, al divorzio breve, dalle depenalizzazioni a 360 gradi alla legalizzazione delle droghe leggere), e dall’altra parte, bisogna costruire un fronte simile a quello del Family Day, che non può essere rappresentato da partiti e candidati che, nella sostanza, esprimono proprio l’opposto rispetto ai valori non negoziabili. Adinolfi, infine, si è impegnato, qualora eletto, a continuare la battaglia oltre le ritualità e le recite pre-elettorali.

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