L'Opera di Roma rischia di chiudere: parola di Ignazio Marino

25 febbraio 2014 ore 10:39, Andrea De Angelis
L'Opera di Roma rischia di chiudere: parola di Ignazio Marino
All’Opera di Roma salta "Manon Lescaut", lo spettacolo più atteso della stagione. Sciopero per la prima e per tutte le repliche (bisogna risalire agli Anni '80 per un precedente analogo), e ora a rischio non è solo il singolo spettacolo, ma lo stesso teatro. L'Opera è infatti a un passo dalla chiusura, come affermato sia dal sindaco Ignazio Marino che dal sovrintendente Carlo Fuortes. Pur salvaguardando il diritto di scioperare, il sindaco non esclude un’azione drastica come la liquidazione. Il teatro è ostaggio della minoranza dei dipendenti, quelli che aderiscono alla Cgil e ai due sindacati autonomi, contrari all’adesione alla legge Bray. Sul tavolo l'abnorme indebitamento del teatro: oltre 10 milioni di euro solo lo scorso anno.
L'Opera di Roma rischia di chiudere: parola di Ignazio Marino
Aderire alla legge Bray comporterebbe arrivare al pareggio di bilancio, ripensando al contratto di integrazione e riducendo il personale fino al 50% del totale. Gli stipendi, invece, non sarebbero toccati. Se non passa la legge, il teatro chiude. Appare difficile trovare una terza via. Lo stesso Riccardo Muti, direttore onorario dell'Opera, ha fatto sapere ai dipendenti che è pronto a lasciare Roma, pur non prendendo pubblicamente posizione.
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