Il profitto delle prostitute è "giusto". La sentenza del Tribunale di Roma

25 giugno 2014 ore 16:52, intelligo
Non si può ritenere "ingiusto il profitto" preteso da una prostituta che ha avuto un rapporto sessuale con un cliente e vuole essere pagata. Una pretesa che, fino ad oggi non tutelata dall'ordinamento perché "contraria al buon costume", è così legittima da poter consentire alla stessa prostituta di intentare una causa civile per omesso pagamento. 
Il profitto delle prostitute è 'giusto'. La sentenza del Tribunale di Roma
E' un passaggio di un'innovativa sentenza del Tribunale di Roma che ha condannato a 4 mesi una nigeriana che con sms minatori aveva richiesto a un cliente i 100 euro pattuiti per una prestazione sessuale, riqualificando, però, il reato contestato da estorsione (rischiava dai 6 ai 20 anni di reclusione) in violenza privata. Il Tribunale di Roma ha sancito che "il profitto della prostituta è giusto (da qui la 'cancellazione' del reato di estorsione che richiede un profitto ingiusto)", anche perché, nel caso concreto, la donna nigeriana "giovanissima, che non conosce una parola di italiano e proprio per questo inevitabile vittima di tratta e di sfruttamento (...) non può collocarsi su un piano di parità rispetto al suo cliente italiano".  
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