"Non c'è altra soluzione: l'Opera di Roma verrà chiusa"

25 luglio 2014 ore 14:00, Andrea De Angelis
All'estero sono due i precedenti: quasi trent'anni fa a Parigi e subito dopo al Covent Garden di Londra. In Italia, però, mai un teatro lirico ha chiuso da quando ha forma giuridica pubblica. Se una volta i teatri erano infatti nelle mani dei privati, oggi pur essendo Fondazioni private, hanno al 90% denaro pubblico.  Anche per questo la più che probabile chiusura dell'Opera di Roma assume contorni clamorosi da prima volta.  

'Non c'è altra soluzione: l'Opera di Roma verrà chiusa'

  Saltata la terza recita consecutiva di La Boheme dopo il nulla di fatto con i sindacati, a questo punto per Carlo Fuortes, sovrintendente dell'Opera di Roma, non ci sono più soluzioni al vaglio delle parti: "L'unica strada è la chiusura del teatro".  "Martedì all’ordine del giorno del Consiglio di amministrazione c’è la liquidazione coatta del teatro - prosegue Fuortes - il gioco al massacro di una minoranza, configura un futuro incerto per centinaia di lavoratori che si sono impegnati per il risanamento". Lo stesso Ignazio Marino, che ha ricevuto 5 dei 25 milioni chiesti allo Stato per salvare il luogo simbolo della lirica romana, non vede altre possibilità: "L’unica soluzione per proseguire verso il rilancio resta la liquidazione".  Anche perché il sindaco conosce bene la legge Bray secondo la quale i teatri indebitati che chiedono aiuto allo Stato devono presentare un piano di risanamento, altrimenti c'è come unica opzione la liquidazione degli stessi. Opera di Roma compresa.      
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