Blitz di CasaPound a Roma: occupata la sede dell'Ater

25 marzo 2015, Adriano Scianca

Blitz di CasaPound a Roma: occupata la sede dell'Ater
Lunedì le forze dell'ordine avevano sgomberato una loro sede occupata, a Roma Nord, di proprietà dell'Ater. Oggi è arrivata una prima risposta di CasaPound Italia, che in mattinata ha compiuto un blitz presso la sede dell'Azienda territoriale per l'edilizia residenziale del Comune di Roma. Circa duecento militanti della "tartaruga frecciata" (così definiscono il loro simbolo) hanno occupato simbolicamente l'edificio sul  sul Lungotevere. 

“Il nostro blitz – spiega Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound – vuole rappresentare una protesta contro la gestione dell'edilizia residenziale nella capitale: una gestione clientelare, che agevola gli amici degli amici, come emerso nel recente scandalo Affittopoli”. 

Di Stefano, che nel dicembre del 2013 aveva tolto la bandiera della Ue dalla sede della rappresentanza della Commissione europea in Italia in via IV Novembre, anche questa volta ha preso la bandiera dell'Unione europea esposta fuori dalla sede dell'Ater e l'ha gettata in terra: “Per noi quella bandiera non deve stare sugli edifici pubblici italiani”, ha spiegato. 

Il vicepresidente di Cpi ha ribadito che “per noi gli italiani devono stare in cima alle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi popolari e stiamo raccogliendo delle firme nelle piazze proprio per questo”. 

Non è mancato un riferimento al già citato sgombero della sede del Blocco Studentesco avvenuto lunedì a piazza Perin del Vaga: “È veramente surreale e segno di un intento punitivo tutto politico – ha detto Di Stefano – che l'unico slancio di efficienza legalitaria sia stato riservato a uno spazio di 20 metri quadri senza acqua e senza luce, che era diventato un punto di riferimento per il quartiere dal punto di vista della solidarietà e dell'attivismo sociale”.
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