Trattati di Roma in DIRETTA: firmata la Dichiarazione di Roma

25 marzo 2017 ore 12:42, Micaela Del Monte
Roma oggi è il centro d'Europa e gli occhi di tutti sono puntati sul Campidoglio dove 27 capi di stato dell'Unione Europea si sono raccolti per celebrare il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma, trattati che costituirono appunto l'UE. I 27 leader dei paesi europei si si trovano in mattinata in Campidoglio, per la commemorazione solenne, poi al Quirinale dove alle 13.30 saranno ospiti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

PIANO DI SICUREZZA
Per questo la Capitale oggi è anche una città blindata. Due aree di massima sicurezza in centro, con 39 varchi di accesso e tiratori scelti sui palazzi, stop al transito di auto, camion e pedoni, 5 mila agenti delle forze dell'ordine impiegati e 100 telecamere in più per acquisire preventivamente immagini utili in vista delle manifestazioni. Questo "l'imponente" piano di sicurezza messo a punto per le celebrazioni dei Trattati. Un dispositivo già entrato nel vivo con l'avvio delle prime bonifiche e l'arrivo dei leader stranieri.
La 'blue zone', una sorta di 'eurozona', è quella in cui graviteranno i leader politici e include l'area di piazza Venezia, Ara Coeli, piazza San Marco e Fori Imperiali. L'altra, la 'zona verde', è una sorta di area 'cuscinetto'. Include via IV Novembre, via Nazionale, costeggia piazza della Repubblica e riscende fino a via del Corso lungo via del Tritone.

Trattati di Roma in DIRETTA: firmata la Dichiarazione di Roma
SEI MANIFESTAZIONI
Sei complessivamente i sit-in e cortei preavvisati, a cui sono attesi circa 25mila partecipanti. Il più numeroso e a rischio e' quello dei movimenti della piattaforma Eurostop che partirà da porta San Paolo alle 14 e arriveRà a Bocca della Verità. Alle 11 inizierà il corteo del movimento Federalista europeo dalla Bocca della Verità all'Arco di Costantino e si unirà a metà tragitto al corteo Nostra Europa (che partirà alla stessa ora da piazza Vittorio). Alle 10 all'Auditorium Angelicum un sit-in di Fratelli d'Italia mentre alle 15 scenderanno in piazza circa 5mila persone per il corteo del Movimento Nazionale per la Sovranità da piazza Esquilino a via dei Fori Imperiali. Alla stessa ora, inoltre, la manifestazione del Partito comunista a piazzale Tiburtino. Durante le manifestazioni di domani il questore Guido Marino ha vietato caschi, copricapo e altro vestiario, tipo passamontagna, 'idoneo al travisamento' e anche petardi. Annunciati controlli in borse e zaini nell'ottica dell'attività antiterrorismo. 

STORIA DEI TRATTATI
Il trattato di Roma è quello che istituisce la Comunità economica europea (TCEE) è il trattato internazionale che ha istituito, appunto, la CEE. È stato firmato il 25 marzo 1957 insieme al trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica (TCEEA); insieme, sono detti "Trattati di Roma".
Insieme al trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, ovvero la CECA, firmato a Parigi il 18 aprile del 1951, i Trattati di Roma rappresentano il momento costitutivo della Comunità europea.
Il nome del trattato è stato successivamente cambiato in "trattato che istituisce la Comunità europea" (TCE), dopo l'entrata in vigore del trattato di Maastricht, e poi in "trattato sul funzionamento dell'Unione europea" (TFUE), all'entrata in vigore del trattato di Lisbona.

DIRETTA
12:00 - Inizia conferenza stampa conclusiva. Parla nuovamente il premier Gentiloni
11:56 - Il primo ad arrivare al Quirinale è François Hollande
11:41- Ora il leader europei sono attesi al Quirinale dal Presidente Mattarella
11:40 - In piazza del Campidoglio si organizza la foto di gruppo
11:35 - I 27 partecipanti si avviano verso l'uscita del Campidoglio
11:30 - I capi di stato e di governo si avvicinano alla dichiarazione e la fotografano con i propri cellulari
11:29 - E' il turno del premier Gentiloni che firmerà con la stessa penna con cui ha firmato Jucker
11:27 - Firma Jucker
11:24 - Ecco invece il Premier della Polonia Beata Szydlo
11:23 - E' il turno del primo ministro della Grecia Alexis Tsipras
11:17 - Firma anche della cancelliera tedesca Angela Merkel
11:16 - La prima a firmare la dichiarazione di Roma la presidente della Repubblica lituana, secondo il francese Hollande.
11:15 - Cominciano a firmare i vari rappresentanti in ordine protocollare contrario (nell'ordine contrario in cui sono arrivati)
11:12 - Inizia l'allestimento per la firma della Dichiarazione di Roma
11:05 - E' il momento ora del Presidente della Commissione Europea Juncker: “Noi siamo solo gli umili eredi e ci riuniamo nella stessa sala per ribadire gli intenti dei padri fondatori. Non per nostalgia, ma perché solo uniti potremo essere all’altezza delle sfide del mondo di oggi, potremo essere un’Europa che non si perde nei dettagli, che non perde la prospettiva. Le sfide di oggi sono più complesse e non paragonabili a quelle dei padri fondatori”.
10:50 - A parlare ora è il capo di Stato polacco Andrzej Duda
10:40 - Sale sul palco il Premier maltese Joseph Muscat: "Rimanere immobili non è un'opzione. Rischiamo di vanificare 60 anni di conquiste".
10:30 - E' il turno del Presidente del Parlamento Europeo Tajani
10:20 - Il primo a parlare è il premier Gentiloni
10.05 - Arrivati tutti i leader dell'Ue, capi di Governo e capi di Stato. A breve la firma di una nuova carta europea.
9.47 - Con l'arrivo di Angela Merkel si chiude la sfilata dei capi di Governo. E' la volta ora dei capi di Stato.
9.44 - E' la volta di Jean Claude Juncker.
9.38 -  In Campidoglio arriva uno dei premier più attesi, Mariano Rajoy.
9.25 - Uno a uno i leader europei fanno il loro ingresso in Campidoglio per firmare la dichiarazione di Roma, un testo per ridare slancio all'Europa a 60 anni dal Trattato di Roma.
9.11 - Arriva in Campidoglio Alexis Tsipras. Il premier greco si è a lungo fermato con la sindaca Raggi.
9.08 - L'accoglienza dei leader in Campidoglio prevede una prima stretta di mano da parte del premier Gentiloni. Prima dell'ingresso nel palazzo è la sindaca Raggi a dare il benvenuto.
9.05 - Il primo corteo di protesta è previsto in partenza per le ore 11 dall'Esquilino.
9.00 - Il premier Gentiloni e la sindaca Raggi accolgono i leader dell'Ue in arrivo alla spicciolata in Campidoglio. Selva di operatori dell'informazioni per la foto opportunity e per le dichiarazioni di rito.
8.45 - La sindaca Raggi accoglie in Campidoglio il premier Gentiloni e il ministro degli Esteri Angelino Alfano.


LE PAROLE DI GENTILONI
"È stato un viaggio di conquiste. Un viaggio di speranze realizzate e di speranze ancora da esaudire", ha detto Gentiloni iniziando la cerimonia. E ripercorrendo poi la storia del viaggio europeo. "Alla fine della seconda guerra mondiale, l'Europa era ridotta a un cumulo di macerie. Milioni di europei morti. Milioni di europei rifugiati o senza casa. Un continente che poteva contare su almeno 2500 anni di storia, ritornato di colpo all'anno zero", ha continuato. "Prima ancora che la guerra finisse, reclusi in una piccola isola del Mediterraneo, due uomini, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, assieme ad altri, sognavano un futuro diverso. Un futuro senza guerre. Un futuro prospero. Un futuro di pace".

Ecco i leader di oggi, presenti, a cercare di ricucire un sogno in pericolosa dissolvenza. "Noi oggi, qui riuniti, celebriamo dunque la tenacia e l'intelligenza dei nostri padri fondatori europei - continua il premier -. E la prova visiva e incontestabile del successo di quella coraggiosa scelta la offre il colpo d'occhio di questa sala: eravamo 6 sessant'anni fa, siamo 27 oggi. Non riesco a sfuggire al paragone con la generazione di chi firmò quei Trattati".

Dopo il crollo del Muro, e la fine della divisione dell'Europa, il mondo poi è cambiato, continua a dire Gentiloni. La globalizzazione, le minacce del terrorismo, la crisi economica, i grandi flussi migratori e un ordine mondiale più instabile "ci hanno dimostrato che la storia è tutt'altro che finita. All'appuntamento con questo mondo cambiato, l'Europa si è presentata con troppi ritardi. Sull'immigrazione, la sicurezza, la crescita, il lavoro. Purtroppo ci siamo fermati. E questo ha provocato una crisi di rigetto in una parte della nostra opinione pubblica, addirittura maggioritaria nel Regno Unito. Ha fatto riaffiorare chiusure nazionalistiche che pensavamo consegnate agli archivi della storia. Ecco il vero messaggio che deve venire dalle  celebrazioni di oggi. Abbiamo imparato la lezione: l'Unione riparte. E ha un orizzonte per farlo nei prossimi dieci anni. Abbiamo la forza per ripartire perché è la nostra stessa storia a offrircela".

Lo scopo, ora, è prendere la rincorsa, ridare spinta a un progetto d'Unione e per farlo, dice ancora Gentiloni, "dobbiamo anzitutto restituire fiducia ai nostri concittadini. Crescita, investimenti, riduzione delle disuguaglianze, lotta alla povertà. Politiche migratorie comuni. Impegno per la sicurezza e la difesa. Ecco gli ingredienti per restituire fiducia. Serve il coraggio di voltare pagina, abbandonando una visione della nostra economia affidata a piccole logiche di contabilità, talvolta arbitrarie. Il coraggio di procedere con cooperazioni rafforzate, dove è necessario e quando è possibile. E soprattutto il coraggio di mettere al centro i nostri valori comuni. Parlo dei valori che ci fanno sentire tutti colpiti quando il Parlamento Britannico è sotto attacco. Che ci fanno gioire quando riapre i battenti il Bataclan. Che ci fanno essere orgogliosi delle donne e degli uomini di quell'avamposto europeo della civiltà che è Lampedusa. Colleghi, non vi nascondo la mia emozione nel partecipare a questo appuntamento", ha concluso il premier.

DESTO DELLA DICHIARAZIONE
I leader dei Ventisette firmano una dichiarazione congiunta (trionfo di retorica) frutto però di divisione e diktat di Paesi, Polonia e Grecia, in primis, che hanno preteso modifiche al testo prima di garantire il proprio placet. Questi i punti chiave della bozza finale del testo: La Grecia ha ottenuto che nel testo sia inserita una citazione della difesa dei diritti sociali europei che non appariva nel testo del 16 marzo. Su richiesta di Atene appare un virgolettato - del tutto privo di effetti pratici - che sottolinea come l'Ue non sia solo "una grande potenza economica" ma una con un "livello senza pari di protezione sociale e welfare". Nella dichiarazione è stata aggiunta la parola "insieme" al paragrafo sulle "sfide senza precedenti" che l'Ue deve affrontare, "in un mondo che cambia rapidamente". Sull'Ue a più velocità, il nodo più controverso delle ultime settimane, su cui in particolare la Polonia si oppone temendo che Francia e Germania, forti del loro peso, pieghino al loro volere gli altri Paesi, nel testo dopo la dichiarazione "l'unità è sia una necessità che una nostra libera scelta e agiremo insieme, con diverse velocità e intensità dove necessario" si aggiunge "continuando a muoverci nella stessa direzione, come abbiamo fatto in passato". Sul dossier più scottante, i migranti è stata tolta la parola "umana" quando si parla "della politica migratoria efficiente, responsabile e sostenibile".
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