Roma day: Marino ai Caraibi, Alfano e Renzi decidono su Comune e Giubileo

26 agosto 2015, Marco Guerra
Roma day: Marino ai Caraibi, Alfano e Renzi decidono su Comune e Giubileo
Non si placano le polemiche sulle ferie del sindaco Marino, alla vigilia del Consiglio dei ministri che varerà le misure a favore del Campidoglio per il Giubileo e che ascolterà la relazione del ministro dell'Interno Angelino Alfano su Mafia Capitale. Tra l’altro, la cruciale giornata di domani ha in programma anche una giunta chiamata a modificare la proprio ‘delibera madre’ sul Giubileo.

Tuttavia il primo cittadino della Capitale non ha nessuna intenzione di tornare dalle sue vacanze ai Caraibi che proseguiranno fino alla fine del mese. E in Campidoglio sottolineano che il sindaco è stato a Roma fino al 13 agosto, mentre i membri della giunta e suoi più stretti collaboratori riferiscono che lui stesso si è definito “cotto” dopo un anno a lavorare giorno e notte.

Ma la sua assenza ha pesato tantissimo nei giorni delle polemiche per il funerale show dei Casamonica e tutti si aspettavano un suo ritorno anticipato per la giornata di domani. Molti i malumori anche dentro il Pd: alcuni evitano di prendere parte alle difese del sindaco altri lo criticano senza mezze misure. Sul Messaggero un assessore si è sfogato in anonimato: “Ragiona come fosse ancora un chirurgo. Non può stare dall’altra parte del mondo”. 

A viso aperto il sottosegretario Angelo Rughetti: “Era meglio se andava a Ostia”. Ancora più netto il deputato Pd Gennaro Migliore che ha dichiarato: “Se fossi stato sindaco di Roma non sarei andato in ferie” perché anche il sindaco è un pubblico ufficiale “deve essere presente quando vi sono degli elementi cosi' gravi”.

E le ferie tra Caraibi, Texas e New York sono diventate anche il motivo che ha spinto Repubblica a scrivere il “de profundis” di Marino con un editoriale di Francesco Merlo da titolo “Capitale sede vacante nei giorni della bufera”. Il giornalista definisce il sindaco l'uomo che non c'era  e afferma che “è così irrilevante che ormai anche le sue dimissioni sarebbero insignificanti”.

Renzi e il governo continuano a tacere ma preparano quelle che di fatto sarà una “amministrazione controllata” dalla Capitale sia per quanto riguarda l'organizzazione degli eventi dell'Anno Santo sia per il governo della città davanti al rischio di infiltrazioni mafiose. Alfano dovrebbe proporre lo scioglimento del Municipio di Ostia il più “infiltrato” dalla criminalità, secondo la relazione del prefetto Gabrielli. 

Inoltre la rimozione di alcuni dirigenti dei dipartimenti più caldi - ambiente, politiche sociali, casa -, anche se resta da sciogliere il nodo della validità giuridica degli atti da loro firmati. Infine un nuovo sistema di controllo degli appalti con un ruolo forte per la prefettura. Pare ormai scontato che non ci sarà però nessun commissariamento vero e proprio della Capitale d'Italia. Evitare il voto durante il Giubileo è forse l’obiettivo principale di Palazzo Chigi. 

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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