Roma è a rischio terremoto? La risposta degli esperti

26 agosto 2016 ore 12:15, Luca Lippi
Ma Roma è a rischio terremoto? La domanda sorge spontanea giacché il terremoto del Centro Italia è stato avvertito chiaramente, così come è stato percepito chiaramente quello del 6 aprile 2009 de L’Aquila, nei fatti però, a parte la paura, Roma allo stato attuale nella sua lunga storia non ha mai avuto fenomeni che la colpissero direttamente, in sostanza mai nessun terremoto (secondo la letteratura) ha avuto epicentro nella Capitale.
Ovviamente ha avuto le sue vittime, Roma raccoglie tutto il mondo e come nel caso del recente terremoto di Amatrice piange i suoi cittadini di origine amatriciana che a Roma sono arrivati da anni per impreziosirne la fama. Il riferimento è inevitabile all’Enoteca Graziani che resterà chiusa non più per ferie, ma per lutto. Nella quasi deserta via di Santa Costanza, nel quartiere Trieste di Roma, tutti conoscevano Antonio Graziani, il titolare dell’enoteca vittima dal sisma nella sua Amatrice.
Sono stati emigranti gli amatriciani, come lo era Antonio, o i loro figli, scesi a Roma a regalarle fatica e storia, e un piatto conosciuto in tutto il mondo. 
La comunità amatriciana è folta, molto attiva, guida l’enogastronomia popolare che ha arricchito la Città eterna. C’è Gino 51 a Trastevere, e la famiglia Ciampini dello storico caffè del centro, tra i più noti. Il legame con Amatrice è rimasto intatto, costante. Molti ristoranti ad agosto restano chiusi, così molti amatriciani erano tornati a casa, sui monti. Altri lo avrebbero fatto in occasione dei 50 anni tondi di vita della sagra dello spaghetto all’amatriciana, un evento mondiale per la sua importanza che richiama curiosi e appassionati.  Torneranno a Roma per raccogliere fondi, possiamo scommetterci, per la loro comunità, e i romani stretti con loro in un unico afflato, continueranno a frequentare le loro attività per aiutarli a raggiungere lo scopo.

Roma è a rischio terremoto? La risposta degli esperti
 

Roma è una grande città esposta al rischio sismico derivante da terremoti di aree prospicienti la città. Non si ha notizia storica di un terremoto con epicentro a Roma città, ma di scosse telluriche anche intense derivanti da terremoti in Appennino o nei vicinissimi Colli Albani sì.
A metà degli anni 400 ci furono svariati terremoti che cagionarono danni ingenti alla Roma dell'Epoca. Caddero statue, crollarono edifici. Nel 847 un terremoto causò il parziale crollo del Colosseo.
Nel 849 una serie di forti scosse causarono probabilmente la caduta dell'Obelisco di Montecitorio.
Nel 1349 altro grave terremoto in Appennino, possibile magnitudo 6.6, quindi con scosse assai maggiori di quelle di questi giorni, causò diversi danni alle strutture urbane della città con crolli.
Nel 1438 fu la volta di un sisma nei vicini Colli Albani, e pure Roma subì molti danni.
Ma i terremoti avvertiti a Roma sono davvero tanti, così che c'è da chiedersi come mai i monumenti siano ancora in piedi.
In genere i terremoti che toccano Roma sono scosse di terremoti lontani, ma allo stesso tempo, molti edifici, statue monumenti danneggiati poi furono negli anni ristrutturati.
Secondo l'Ordine dei Geologi a Roma sembra di capire che a Roma, per evidenti riflessi tellurici che derivano da terremoti lontani, gli edifici debbano assumere caratteristiche antisismiche (ovviamente in relazione alla portata delle possibili conseguenze ipotizzabili che al momento sono solamente di riflesso).
Tiziana Guida, dell'Ordine dei geologi del Lazio, dice a proposito del terremoto di Amatrice: “Nella zona colpita insistono strutture geologiche sismogenetiche in grado di produrre dei terremoti. Lungo la dorsale appenninica si incontrano due placche: quella africana e quella euroasiatica. Dalla spinta di queste forze elevate si genera il terremoto. I terreni coinvolti si trovano proprio lungo questa faglia. Da lì le onde sismiche si propagano tutte intorno, anche dove non ci sono queste strutture sismogenetiche. E' per questo che le scosse sono state avvertite anche a Roma, anche se attenuate. La Capitale però non è in un territorio sismico”. 
A questo punto sollecitata sul pericolo per la Capitale e dice: “Il fatto che le onde arrivino attenuate non significa che un edificio costruito male o strutture instabili non possano crollare. Dobbiamo ricordare che non è il terremoto che uccide ma l'edificio che crolla”.
Precisa l’esperta: “La natura di alcuni terreni amplifica maggiormente le vibrazioni. I romani non hanno sentito tutti allo stesso modo le scosse di terremoto. Mi spiego con un esempio. Una parte del Colosseo nel corso degli anni ha subito più danni dovuti a fenomeni sismici rispetto ad un'altra. Questo perché una parte dell'Anfiteatro è stata realizzata sul tufo e un'altra parte su terreni argillosi formatisi là dove un tempo c'era un antico lago che è stato colmato. La parte più danneggiata è quella costruita sopra il secondo terreno che, per natura, amplifica le onde sismiche. Il tufo invece ha resistito meglio”.
In buona sostanza pare di capire che un vero e proprio pericolo non esiste, salvo che le costruzioni siano state erette con materiali scadenti o regola d’arte dubbia, torna quindi alla ribalta l’esigenza del “fascicolo di fabbricato” che nella capitale, fortunatamente, è piuttosto diffuso, e comunque la natura del sottosuolo protegge naturalmente i romani da qualunque rischio, eventualmente, l’unico pericolo potrebbe essere la scarsa maestria nell’edificazione, ma fino ad ora possiamo fugare anche questo rischio visto che negli ultimi anni, nonostante le forze della Natura abbiano scosso il Centro Italia diverse volte e con violenza, la città eterna è ancora in piedi, pronta a fare la sua parte per aiutare gli sventurati che la circondano da secoli. 

autore / Luca Lippi
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