La risposta di Roma all'attentato di Bruxelles e non solo: la notte bianca del Ghetto

26 maggio 2014 ore 16:05, Micaela Del Monte
La risposta di Roma all'attentato di Bruxelles e non solo: la notte bianca del Ghetto
Una risposta all'attentato di Bruxelles ma non solo.
La notte bianca del Ghetto di Roma sarà anche una missione di solidarietà e un confronto sulla sicurezza e sui movimenti antisemiti che rappresentano una minaccia per gli ebrei italiani e romani, ma anche di tutta Europa. Perché i quattro morti a Bruxelles sono stati solo l'ultimo esempio di antisemitismo. Prima c'è stato l'attentato fuori la scuola a Tolosa, poi Kansas City e i due ebrei massacrati di botte davanti ad una sinagoga di Parigi. In fine è arrivata la "paura" per l'elezione della Le Pen in Francia, per lo spaventoso 14,7%, del partito neonazista e antisemita Jobbik in Ungheria e il 9% di Alba Dorata in Grecia (nel 2012 era il 6,9%). Sono solo esempi ma il neo nazismo e tutte le sue espressioni sono sempre più comuni nell'Europa di oggi. Una situazione inquietate che non fa altro che allarmare le comunità ebraiche. Per questo motivo, questa notte, il museo ebraico del Ghetto resterà aperto in via eccezionale dalle 20.30 fino a notte fonda. Già ieri è stato registrato un boom di visitatori e per questo è probabile che venga aperta anche la sinagoga. "È la nostra risposta all'attentato, una notte bianca contro la paura", ha detto Riccardo Pacifici, il presidente della comunità ebraica di Roma. Nel Ghetto, intanto, è stata intensificata la vigilanza non solo da parte delle forze dell'ordine e dell'intelligence (come confermato dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, in una telefonata a Pacifici), ma anche dei giovani della comunità ebraica che, da sempre, garantiscono la sicurezza intorno ai luoghi di aggregazione. Una vigilanza discreta e attenta a notare comportamenti insoliti nelle persone che transitano intorno a Portico d'Ottavia.
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