Spending review da Roma, Gutgeld: "Accorperemo stazioni forze dell'ordine"

26 ottobre 2017 ore 9:50, intelligo
La riforma della pubblica amministrazione varata dal governo Renzi aveva già puntato i reparti specializzati e le sovrapposizioni sul territorio, accorpando la Forestale e ridimensionando la Capitaneria. Ma i veri risparmi verranno dal patto tra carabinieri, polizia e finanza, e proprio sulle stazioni arriva la seconda fase del "tavolo Gutgeld".  "Il lavoro è stato iniziato su Roma - ha dichiarato proprio il commissario alla revisione della spesa Yoram Gutgeld - dove comporterà la chiusura o l'accorpamento di una decina di stazioni e l'apertura di 5 nuove. C'è l'impegno del ministro Minniti a concludere questo percorso entro fine anno, chiaramente poi l'attuazione richiederà tempo". La decisione è stata spiegata durante un'audizione in commissione Federalismo fiscale sullo stato della spending review nelle Regioni e negli enti locali.

Ma qual è il vantaggio di fare questo lavoro su scala nazionale? Mentre la chiusura di una singola stazione incontrerebbe forti resistenze, "un piano nazionale è più equo - spiega Gutgeld - perché basato su parametri oggettivi, e se si fa lo stesso lavoro dappertutto è più difficile opporsi".

Spending review da Roma, Gutgeld: 'Accorperemo stazioni forze dell'ordine'

"Tra Polizia, Carabinieri e GdF  - conclude poi - abbiamo circa 9mila stazioni: una rete che di fatto risale a 30-40 anni fa, mai aggiornata o modernizzata all'evoluzione del crimine o alla demografia italiana".
"È stato fatto un lavoro - spiega - di analisi molto dettagliata, su una serie di parametri: per ogni stazione si è visto se è troppo o troppo poco. Si chiuderanno, quindi, alcuni presidi nel centro delle città e se ne apriranno altri, nelle periferie. Nel fare questo, risparmieremmo un po', perché in periferia gli affitti sono più bassi". "Il lavoro è stato iniziato su Roma - continua Gutgeld - dove comporterà la chiusura o l'accorpamento di una decina di stazioni e l'apertura di 5 nuove. C'è l'impegno del ministro Minniti a concludere questo percorso entro fine anno, chiaramente poi l'attuazione richiederà tempo". "Il vantaggio di fare questo lavoro su scala nazionale - chiosa - è che, mentre la chiusura di una singola stazione incontrerebbe forti resistenze, un piano nazionale è più equo, perché basato su parametri oggettivi, e se si fa lo stesso lavoro dappertutto è più difficile opporsi"
autore / intelligo
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