Roma a 5 stelle: ecco come si è accesa la luce

26 settembre 2013 ore 12:35, intelligo
Roma a 5 stelle: ecco come si è accesa la luce
di Andrea De Angelis La Roma è prima in classifica. Da sola. Mai era accaduto nella storia della società giallorossa di vincere le prime cinque sfide di campionato, tre delle quali, per la cronaca, giocate in trasferta. Numeri incredibili che arrivano dopo un'estate davvero calda in quel di Trigoria: contestazioni alla dirigenza, cessioni importanti, scetticismo per i nuovi arrivati e, soprattutto, la finale di Coppa Italia (maggio 2013) persa contro la Lazio. Dopo soli quaranta giorni ecco, consentiteci di giocare con i numeri, la risurezzione: squadra prima in classifica, un gruppo rigenerato e tifosi impazziti di gioia. Analizziamo allora le cinque stelle che hanno riacceso la squadra capitolina.
  1. Rudi Garcia L'allenatore francese è l'autentico trascinatore della squadra. Abile comunicatore e tecnico preparato, ha saputo compattare uno spogliatoio che da anni era spaccato. Ha fame di vittorie e sembra deciso a soddisfarla già dal primo anno andando oltre le aspettative. Usa bastone e carota con intelligenza, e sa come conquistare i tifosi: scusate se è poco.
  2. Francesco Totti Il trentottenne capitano giallorosso ha da pochi giorni rinnovato per altri due anni il contratto. Di lui Garcia ha detto: "É uno dei calciatori più forti di tutti i tempi, possiamo tranquillamente paragonarlo al mio connazionale Platini". Lui, da vent'anni a Trigoria, sembra essere più forte di sempre: trequartista o centravanti, assist-man o goleador, il numero 10 trascina i compagni con la freschezza di un ventenne.
  3. La difesa Era dall'anno dello scudetto che la Roma non si contraddistingueva per il suo reparto arretrato. Un solo gol subito in cinque partite, quello del parmense Biabiany. Il segreto? La squadra. Oltre all'ottimo quartetto titolare formato da Maicon, Benatia, Castan e Balzaretti, sono i centrocampisti, su tutti DeRossi, a dare quel contributo decisivo in fase difensiva. Senza dimenticare, ovviamente, Morgan De Sanctis, vice di Buffon in nazionale.
  4. Il derby Aver perso il derby di Coppa Italia ha portato nella squadra quella voglia di rivincita che, unita al desiderio di ritrovare l'affetto di una tifoseria nervosa, contribuisce a spiegare le cinque vittorie in campionato. Ritiro estivo con l'adrenalina alta, debutto in campionato vincente, quindi il successo nella stracittadina. Garcia alla vigilia della sfida aveva affermato: "I derby non si giocano, si vincono". Detto fatto.
  5. Cattiveria Lo ha detto Benatia ieri: "Senza la giusta cattiveria non si va da nessuna parte". Ed il gol di ieri, con un tiro effettuato da terra, lo dimostra. Quello che mancava alla Roma era proprio il carattere: giocatori sempre in ritardo nei contrasti, rivalità all'interno dello spogliatoio, incapacità di inseguire con costanza l'obiettivo. Tutto questo adesso appare solo un lontano ricordo.
autore / intelligo
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