Stadio della Roma, polemica con Raggi su opere di interesse pubblico di Marino

27 febbraio 2017 ore 11:26, Americo Mascarucci
"Ma quale difesa dell'ambiente, quale speculazione bloccata; la Raggi ha fatto un favore ai costruttori". L'ex sindaco di Roma Ignazio Marino non ci sta a passare per quello che, con lo Stadio della Roma, avrebbe cementificato la città. E se la Raggi e i 5Stelle si sono vantati di aver ritirato la "delibera Marino" e aver salvato l'area di Tor di Valle dalla speculazione, l'ex primo cittadino accusa l'attuale amministrazione di aver "sacrificato le opere pubbliche" facendo un favore ai costruttori.
L'occasione l'ha offerta l'intervista tv "Faccia a Faccia" durante la quale Marino si è tolto i sassolini dalle scarpe, spiegando come lui aveva inteso il progetto.
Stadio della Roma, polemica con Raggi su opere di interesse pubblico di Marino

Il piano Marino
Ma cosa avrebbe voluto davvero l'ex sindaco se il Pd non lo avesse mandato a casa con largo anticipo?
"Quello che viene a mancare completamente sono tutte le opere pubbliche - spiega - Come ci si andrà allo stadio? Tutti incolonnati sulla vecchia via del Mare, questo è quello che accadrà perché vengono cancellati il ponte pedonale che collega con la Roma-Fiumicino dall'altro lato del fiume, viene cancellato un ponte sul fiume che collega l'autostrada Roma-Fiumicino con la via del Mare, viene cancellato completamente il rifacimento di tutta la via del Mare fino al Raccordo e viene cancellato il prolungamento della metro B".
Per Marino dunque prioritario era garantire i collegamenti e questo avrebbe fatto se fosse stato lui a gestire la partita.
Invece queste opere sono di fatto sparite dal nuovo progetto ottenuto dalla Raggi.
Ma non è tutto perché Marino attacca:
"Al posto delle torri poi avremo 18 edifici alti sette piani - ha proseguito - ricordiamo cos'era il parcheggio al Flaminio quando eravamo ragazzi, distesa di siringhe, prostituzione di notte, oggi c'è un segno distintivo che rimarrà nel tempo, le tre testuggini dell'Auditorium di Renzo Piano. Meglio 18 edifici bassi oppure tre grattacieli disegnati da uno dei più grandi architetti che rimarrebbero nella storia dell'architettura?".
"Noi - ha aggiunto Marino - volevamo uno stadio non per i costruttori ma per i tifosi e soprattutto per il benessere dei cittadini. Insomma questo della Raggi è esattamente il progetto che ci presentarono all'inizio e che noi bocciammo. Siamo passati dallo stadio della Roma, lo dico con le parole di Aldo Fabrizi, alla 'romanella', la pasta ripassata, non costa niente ma è buona lo stesso".
Insomma per Marino, altro che vittoria: la Raggi nel tentativo di mediare fra le istanze dei tifosi della Roma che chiedono a gran voce lo Stadio e la base 5Stelle che invece era contraria, secondo l'ex sindaco ha finito con il partorire "un obbrobio". 
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