Netanyahu a Roma per l'accordo con Erdogan: le rinunce di Israele e Turchia

27 giugno 2016 ore 14:01, Lucia Bigozzi
Ci sarebbe il sì e dovrebbe concretizzarsi oggi a Roma. E’ stata una fonte israeliana, ieri, ha veicolare la notizia che Israele ha avuto l'impegno scritto del presidente della Turchia Erdogan a prestare il massimo impegno affinchè Hamas restituisca i corpi di due soldati israeliani morti durante la guerra del 2014 e due civili sconfinati nella Striscia. L'intesa sarà annunciata oggi alla stampa da Netanyahu e fino all’ultimo minuto utile è stata limata dal sottosegretario agli Esteri turco, Feridun Sinirliolu, e per Israele dal capo negoziatore Joseph Ciechanover, che ha seguito la vicenda sin dall'inizio, e dal vice consigliere per la sicurezza nazionale, Jacob Nagel.  

Netanyahu a Roma per l'accordo con Erdogan: le rinunce di Israele e Turchia
L’accordo effettivo sarà siglato domani dal direttore generale del ministero degli Esteri israeliano, Dore Gold
, e dalla sua controparte turca. Secondo la fonte israeliana, è stato fissato un indennizzo: Israele dovrà versare ai parenti dei nove cittadini turchi uccisi durante l'attacco alla Mavi Marmara che stava violando il blocco navale della Striscia. L’ipotesi di cui si parla in queste ore sarebbe relativo a una cifra di 20 milioni di dollari. Da parte sua, la Turichia rinuncia alla richiesta, considerata inaccettabile per Israele, di rimuovere il blocco alla Striscia e garantisce di non portare soldati israeliani davanti alle corti internazionali. 

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu è sbarcato a Roma ieri ed è stato subito impegnato un in tour de force diplomatico finalizzato alle prospettive di rilancio del processo di pace in Medio Oriente ma anche – appunto -  per annunciare un accordo con la Turchia atteso dal 2010 per la normalizzazione delle relazioni diplomatiche, rotte dopo il blitz delle forze speciali israeliani sulla nave Mar Marmara che stava per forzare il blocco a Gaza, uccidendo 9 cittadini turchi. La volontà di riprendere i negoziati coi palestinesi è stato il “piatto forte” della cena di ieri sera a Villa Taverna con il segretario di Stato Usa John Kerry (a Roma prima di volare a Bruxelles e Londra per fare il punto sui rapporti degli Stati Uniti con una Europa alle prese con l’effetto Brexit e senza la Gran Bretagna al suo interno - e sarà anche il tema del faccia a faccia di oggi tra Kerry e il premier Matteo Renzi. Sul fronte europeo, infine, c’è l’idea di una Conferenza internazionale da programmare entro la fine dell'anno che fissi un calendario, con condizioni e incentivi per il rilancio del processo di pace in un pacchetto affidato all'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini. Ma l’iniziativa non sarebbe gradita allo stesso Netanyahu, che invece preferisce il negoziato diretto con i palestinesi per non dover rispondere a precondizioni dettate dalla comunità internazionale. 
autore / Lucia Bigozzi
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