Dagli scavi della Metro C emerge una piccola Pompei: è giallo storico

27 giugno 2017 ore 11:48, Americo Mascarucci
Dagli scavi per la realizzazione della terza Metro della Capitale, è venuta alla luce quella che i primi esperti dopo una rapida analisi hanno già definito una piccola Pompei. Si tratta di due ambienti della media età imperiale che, a causa di un incendio, contengono ancora ampie e ben conservate parti del solaio ligneo e del mobilio. Il ritrovamento è avvenuto grazie alla realizzazione del Pozzo Q15 a largo Amba Aradam, un’opera per mettere in sicurezza le vicine Mura Aureliane. Le paratie perimetrali in pali di cemento e l’ampiezza del pozzo – 8 metri di diametro e 14 metri in profondità, di cui 10 già scavati – hanno permesso un’indagine a quote altrimenti inaccessibili per un normale scavo archeologico. Ritrovato anche lo scheletro di un cane, rimasto probabilmente intrappolato durante l’incendio che ha portato alla distruzione dell’edificio. Secondo gli esperti, la struttura non sarebbe stata infatti abbattuta intenzionalmente ma sarebbe crollata in seguito al divampare delle fiamme.
Dagli scavi della Metro C emerge una piccola Pompei: è giallo storico

LA SCOPERTA - "Il materiale rinvenuto si conserva solo in eccezionali condizioni ambientali e climatiche oppure a seguito di eventi speciali come ad esempio accaduto a Ercolano e Pompei. La scoperta del solaio ligneo carbonizzato rappresenta un unicum per la città" hanno fatto sapere dalla soprintendenza speciale di Roma. Negli strati più alti sono state rinvenute ampie porzioni di mosaico pavimentale in bianco e nero del piano superiore dell'edificio e frammenti di intonaco dipinto delle pareti e del soffitto. Sono emerse anche parti riferibili alla struttura lignea portante del solaio, la cosiddetta contignatio descritta da Vitruvio: in particolare, una grossa trave, che conserva sia gli incassi per l'inserzione dei travicelli trasversali sia una grossa chiodatura in ferro. Al momento, la scoperta del solaio ligneo carbonizzato rappresenta un unicum per la città di Roma. 
I materiali rinvenuti mostrano le particolari tecniche di costruzione degli edifici romani e di fabbricazione del mobilio nella media età imperiale. 

LE IPOTESI - L'area dello scavo, ancora in corso, interessa le pendici meridionali del Celio, colle che in età imperiale vedeva sulla sua sommità lussuose abitazioni aristocratiche e in basso, a sud, una serie di edifici militari, tra cui la caserma. Due le ipotesi: che possa trattarsi dei resti di un’abitazione aristocratica o appunto di una caserma. Per gli esperti della Soprintendenza l’edificio sarebbe stato distrutto durante un grande incendio che sarebbe avvenuto circa duemila anni fa e che stando alle fonti storiche avrebbe causato ingenti danni alle strutture e molte vittime. Incendio che avrebbe interessato soprattutto la zona in questione. 

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