Atac sull'orlo del crac, il dg Rota si scaglia contro debito e assenteismo

27 luglio 2017 ore 10:12, Andrea Barcariol
Che l'Atac sia sommersa dai debiti non è una novità. Se però il grido di allarme arriva dal direttore generale della municipalizzata di trasporto pubblico della capitale, Bruno Rota, allora la notizia fa discutere."In questi mesi ho preso progressivamente atto di una situazione dell'azienda assai pesantemente compromessa e minata, in ogni possibilità di rilancio organizzativo e industriale, da un debito enorme accumulato negli anni scorsi, il tempo è finito, è il momento di dire la verità"- spiega il dg nelle interviste a Il Corriere della Sera e Il Fatto Quotidiano.

Atac sull'orlo del crac, il dg Rota si scaglia contro debito e assenteismo
I numeri parlano chiaro: "Quando hai 1.350 milioni di debito sedimentato nel tempo, non hai risolto il problema quando non sale. Se non riesci ad abbassarlo, non ne vieni a capo. È una situazione di impossibilità a far fronte agli impegni, pericolosa". Nel mirino di Rota la scarsa organizzazione del passato: "Il personale di linea continua a timbrare poco e male. Per questo insisto che bisogna iniziare a rispettare le regole, sono anni che non lo si fa. Si parla di turni massacranti e c'è gente che non arriva a 3 ore effettive di guida, quando le fanno. Bisogna che si prenda coscienza anche di questi problemi. Non si timbra malgrado le regole dicano altrimenti, e si prendono salari su orari di lavoro presunti. È intollerabile sia nei confronti di chi fa il proprio mestiere, sia di coloro che un lavoro non riescono ad averlo".
Rota ringrazia la sindaca Raggi "per il sostegno" e parla di progetti. "Le ho presentato mie idee operative precise, che ho elaborato in quattro settimane di analisi e di studio dell'azienda. Devo ringraziare il sindaco per l'attenzione e il sostegno che mi ha offerto. Il tema centrale oggi non è ridurre il numero dei dipendenti. Chi lo sostiene ora fa solo del terrorismo psicologico. Anzi i dipendenti in un certo senso mancano, visti i tassi di assenteismo consolidati nel tempo. Il tema è far lavorare di più e meglio quelli che ci sono. Oggi con questi tassi di assenteismo si fa fatica a coprire i turni".
Finale con rimpianto "Rimpiango tantissimo Milano e Atm (lascio incarico dopo dissensi con il sindaco Sala sulle strategie di alleanze aziendali ndr). Mi manca il clima di verità in cui sono sempre avvenuti anche i confronti più aspri, per esempio con le forze sindacali. E mi manca la 'squadra' di colleghi. Qui a Roma, vincoli legislativi e la situazione aziendale rendono quasi impossibile rafforzare la squadra".

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