Indagato Presidente Acea: mistero dell'acqua dal lago Bracciano

27 luglio 2017 ore 15:19, intelligo
Paolo Saccani, presidente di ACEA Ato2 ha ricevuto un avviso di garanzia notificato dai carabinieri del Noe nell'ambito dell'inchiesta sulla criticità ambientale che sta interessando il lago di Bracciano. "Con riferimento alla criticità ambientale che sta interessando il lago di Bracciano, oggetto negli ultimi giorni di enfasi mediatica, si rappresenta che sono state presentate più denunce alla Procura della Repubblica di Civitavecchia che ha delegato le indagini ai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (Noe) di Roma, disponendo la contestuale esecuzione di una perquisizione locale, previa notifica di avviso di garanzia per inquinamento ambientale, presso gli uffici di Acea Ato 2 S.p.A. siti a Roma in piazzale Ostiense n. 2, al fine di sequestrare documentazione relativa alla captazione di acqua dal bacino lacustre" come fa sapere il Comando provinciale dei Carabinieri di Roma.
Sulla vicenda si è mossa la Procura della Repubblica di Civitavecchia che ha delegato le indagini al Noe di Roma. Il lago di Bracciano registra un pesante depauperamento del livello idrico, per la perdurante siccità e la situazione evidentemente meritava un'indagine ad hoc. Una rete quella storica di Roma e Fiumicino che si snoda per 7 mila km ed eroga a 2,9 milioni di abitanti 264 milioni di metri cubi di acqua. Di questa il 45% si disperde a causa di infiltrazioni ma soprattutto a causa dell'usura delle cosiddette saracinesche, punti che fanno da cerniera tra le tubature.
Indagato Presidente Acea: mistero dell'acqua dal lago Bracciano
SICCITA' 

Investimenti immediati sulla rete, ampliamento della condotta del Peschiera, ripristino dei centri operativi e manutenzione del manto stradale sono le soluzioni individuate dalla Uil di Roma e del Lazio, in collaborazione con l'Eures e la UilTec, per risolvere definitivamente il problema della carenza d'acqua nella Capitale. Secondo Acea  un milione e mezzo di romani rischierebbero di rimanere senz'acqua potabile se si sospendesse la captazione dal lago di Bracciano, come previsto dall'ordinanza regionale. "Cosa impossibile - aveva risposto Civica - perché un milione e mezzo di romani significherebbe il 50% dei residenti quando, a detta della stessa azienda, Bracciano copre soltanto l'8% del fabbisogno cittadino. Inoltre, ci hanno spiegato i tecnici, sospendere completamente la distribuzione provocherebbe bolle d'aria e sporcizia all'interno delle condutture e quindi danni più ingenti da dover affrontare successivamente. Sarebbe auspicabile invece un investimento sulla condotta del Peschiera, dove non ci sono problemi di approvvigionamento né necessità di depuratori e potabilizzatori, come avviene nel caso di captazioni da acque lacustri. Oltre che un serio intervento sulla rete capitolina ridotta a un colabrodo, soprattutto nei quartieri storici dove la vetusta' delle tubature e' ovviamente maggiore e dove la chiusura dei nasoni non migliora di certo la situazione". 
autore / intelligo
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