Roma. Quando Facebook parla la lingua dei quartieri. Impazzano quelli che "sei di Prati se"...

27 marzo 2014 ore 15:00, Orietta Giorgio
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Roma. Quando Facebook parla la lingua dei quartieri. Impazzano quelli che 'sei di Prati se'...
foto di Ezio Nocera[/caption] Facebook parla la lingua dei quartieri. Una nuova moda impazza sul web e unisce persone, spesso sconosciute, in un unico gruppo. Affiatati, nostalgici, a volte agguerriti, condividono ricordi e problemi. Il punto d’incontro virtuale sono i post di facebook, i luoghi reali sono quelli del quartiere nel quale sono cresciuti. Con il titolo “Sei di Prati se…” gli iscritti al gruppo del rione Prati (ormai esistono gruppi di quasi tutti i quartieri di Roma) si conoscono e si confrontano pubblicando foto di famiglia e foto di epoca del quartiere, raccontando così mutamenti storici e personali. L’idea di riunirsi in un gruppo nasce da una raccolta di vecchie fotografie del rione, la bellezza di quei luoghi e i ricordi legati ad essi sono un input irrefrenabile. Esistono già dei gruppi ma quello di Prati non c’è. Detto, fatto: l’idea prende corpo, la promotrice di tutto, Federica Proietto Scipioni, “storica” abitante del quartiere con la sua famiglia, apre il gruppo con una certa ansia pensando che non si sarebbe iscritto nessuno... ed invece in una settimana gli iscritti sono 500 ed oggi, a quasi due mesi dalla partenza, sono diventati 1.700. La prima ad aderire è Valentina, sorella della fondatrice, perché sono le "radici" a dare inizio a tutto. E da lì... ad essere più di 1.000 è solo una questione di tempo. Ma chi sono i prataroli?  “C’è chi abita ancora nel rione, chi ci torna per lavoro, chi lo segue dall'estero e si collega al gruppo come se fosse una finestra aperta su Prati”. L’intento del gruppo? Eccolo spiegato dalle parole della sua creatrice:  “E' stato bello vedere la gente che riapriva gli album per pubblicare le foto del passato, gente che mi ha ringraziato per avergli fatto ritrovare vecchi amici e per averne fatti di nuovi.  E’ bello vedere come varie generazioni si intrecciano e come il rione, perché ci teniamo che sia chiamato rione e non quartiere, sia mutato negli anni. Una delle cose più emozionanti è stata ricevere messaggi di persone all'estero che mi ringraziavano col cuore in mano perché gli avevo dato modo di ritrovare le loro origini". Il gruppo ha la possibilità di avere delle agevolazioni nei negozi del rione: “E’ un modo di aiutarci in un momento difficile, i negozianti della zona hanno aderito con entusiasmo.” Presto i 1.700 iscritti si incontreranno: “Il raduno sarà una grandissima prova, è fissato per l'8 giugno alle ore 17 ”. In un "amarcord" moderno e nostalgico si incontrano prima sul web e poi nel rione che li ha visti nascere. Luoghi virtuali e concreti diventano un unico punto d'incontro di memoria e futuro. "I luoghi hanno memoria. Ricordano tutto. Il ricordo è inciso nella pietra. È più profondo delle acque più profonde. È come sabbia delle dune, che si sposta di continuo". Wim Wenders
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