Tutta questione di dimissioni: Marino col Pd gioca al mistero, ma c'è il voto dei consiglieri

27 ottobre 2015, intelligo
Tutta questione di dimissioni: Marino col Pd gioca al mistero, ma c'è il voto dei consiglieri
Tutto come se non fosse accaduto nulla. Il sindaco dimissionario o non dimissionario Ignazio Marino, anche oggi ha varcato la soglia del Campidoglio per il lavoro quotidiano. La sua agenda è quella di tutti i giorni. Nel pomeriggio il primo cittadino della Capitale insieme all’assessore ai Lavori Pubblici Maurizio Pucci, eseguirà un sopralluogo per la chiusura del cantiere impegnato nella costruzione del collegamento viario Fidene-Villa Spada. Lo fa sapere una nota ufficiale del Campidoglio. 

Ma nell’agenda di Marino c’è segnata anche un’altra data che significa un passaggio politico importante, ovvero la convocazione della giunta. Passaggio che di per sé rappresenta anche un modo per dire al Pd e in particolare a Renzi che di dimettersi, Marino non ha alcuna intenzione. Almeno in queste ore. 

LA DATA. Dopo la riunione di giunta che Marino ha presieduto, c’è un’altra data da tenere presente: la riunione dei capigruppo per calendarizzare il giorno in cui il sindaco dovrebbe intervenire in Assemblea Capitolina e sottoporsi al voto dei consiglieri. Potrebbe essere quella la sede per una eventuale, per ora solo ipotizzata, mozione di sfiducia da parte del Pd, ma non è così automatico perché i consiglieri dem sono 19 e di voti per togliere la fiducia al collega di partito ne servono 25. Al Nazareno dove ieri Orfini, confermato commissario del partito romano, ha convocato i consiglieri comunali per fare il punto della situazione. Non si esclude la possibilità di dimissioni in massa. 

Ma cosa potrebbe succedere, regolamento alla mano? Lo spiega la presidente dell’Assemblea Valeria Baglio secondo la quale nel caso in cui Marino ritirasse le dimissioni le opzioni sono due: viene presentata una mozione di sfiducia che deve essere sottoscritta da 18 consiglieri e poi votata da 25 eletti, oppure servono le dimissioni contestuali di 25 consiglieri. 

SCRICCHIOLII DEM. Non tutti tra i diciannove consiglieri dem hanno le stesse granitiche certezze. Secondo gli spifferi di Intelligonews ce ne sarebbero alcuni non proprio convinti di dimettersi in Aula e davanti al sindaco. Per questo al Nazareno si prendono le misure al problema e si lavora a una exit strategy in grado di salvare il salvabile, ovvero l’immagine e l’unità del partito dal momento che ai piani alti del quartier generale Pd della sorte di Marino non sembra interessare più di tanto. Dalla riunione dei consiglieri dem con Orfini è uscita una nota nella quale si ribadisce “con grande nettezza che il gruppo consiliare e il Partito Democratico sono tutt'uno nel giudicare l'amministrazione Marino”, ma le incognite si sa, sono sempre dietro l’angolo. 
La novità è che Sel pare orientata a non votare l’eventuale mozione di sfiducia, preferendo attendere e valutare lì per lì, l’intervento del sindaco in Aula. Fin qui la cronaca “sinistra” ma Marino ormai ci ha abituato a colpi di scena. Chissà se ce ne saranno di nuovi?

LuBi



autore / intelligo
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