Inchiesta Alloggi. Pascoletti (Feder.casa): “Occupanti convocati ai tavoli del Comune. Ora basta!”

28 aprile 2014 ore 11:54, intelligo
Inchiesta Alloggi. Pascoletti (Feder.casa): “Occupanti convocati ai tavoli del Comune. Ora basta!”
di Marco Guerra
“Adesso mi hai proprio rotto il cazzo, o in settimana questa cosa si fa o vi metto in ginocchio come ho messo in ginocchio la destra”, era questo il registro lessicale con cui Maria Giuseppa Vitale, detta Pina, leader del Coordinamento Lotta per la Casa romano, si rivolgeva agli esponenti del comune di Roma che gestiscono le politiche abitative. Questo emerge nelle intercettazioni citate nelle trecento pagine di fascicolo depositato pm Luca Tescaroli riguardo l’inchiesta sulle alle occupazioni abusive nella Capitale. Dalle carte emerge che la Vitale e Serana Malta (portavoce del movimento) esercitavano pressioni in particolare sul vice sindaco Luigi Nieri, in quota Sel e da sempre vicino ai movimenti antagonisti, e sull’assessore alla casa Daniele Ozzimo (Pd). In una delle intercettazioni all’indomani dello sgombero del centro sociale “Angelo Mai”, Nieri rassicura l’indagata che avrebbe “forzato la mano” al tribunale di Roma per riconsegnare gli spazi agli ‘okkupanti’, così come poi avvenne. Le accuse arrivano anche da decine di persone – fra cui diversi immigrati - che hanno raccontato alle forze dell’ordine e alla magistratura di aver subito minacce, ingiurie e percosse per non aver condiviso alcune decisioni del comitato che dava loro un alloggio occupato dove risiedere. Dunque, nell’ipotesi accusatoria si evince una rete di appoggio politico che andava anche da il vicepresidente del Muncipio IV Fabrizio Donati (Sel) al consigliere comunale Gianluca Peciola (Sel). Una vicenda che lascia uno strascico politico all’interno della maggioranza capitolina in forte imbarazzo, e che lascia presumere una resa dei conti tra il sindaco e il partito di Vendola dopo le elezioni europee. Ora le pressioni arrivano anche dai sindacati degli inquilini che iniziano a chiedersi da che parte sta il comune di Roma, quando si parla di legalità nell’assegnazione di alloggi popolari. Non sembra tuttavia sorpreso Gianluigi Pascoletti, segretario nazionale della Feder.casa Confsal, sentito da Intelligonews sulla vicenda. Pascoletti, dall’inchiesta emerge un chiaro appoggio di alcuni esponenti comunali agli occupanti di professione… « Aspetto gli esisti dell’indagine e del processo prima di esprimermi sulle persone coinvolte. Ma il dato politico per noi è evidente già nel momento in cui ai tavoli per le politiche abitative di Regione e Comune vengono convocati i movimenti che fanno delle occupazioni il loro modo di risolvere l’emergenza abitativa. Insieme agli altri sindacati di categoria (Sunia, Sicet, Uniat) abbiamo sempre stigmatizzato questo canale preferenziale di dialogo tra le istituzioni locali e chi si pone fuori dalla legalità. Fermo restano il dramma di migliaia di famiglie senza casa, da parte nostra resta la convinzione che gli alloggi devono essere assegnati secondo graduatoria e non tramite bandi speciali che scavalcano chi è in attesa da anni». Intanto i movimenti un risultato lo hanno ottenuto: i nuovi criteri per le assegnazioni di alloggi popolari messi a punto dalla delibera regionale del 15 gennaio scorso prevedono fra le categorie beneficiarie coloro che risiedono “strutte impropriamente adibite ad abitazione”, ovvero cinema, teatri, uffici abbandonati… «La Feder.casa è sempre stata contraria a questa ipotesi. Con la deliberà n.18 del 15 gennaio si legittima chi ha occupato qualsiasi tipo di struttura prima del 31 dicembre 2013, e lo si mette sullo stesso piano di chi è in graduatoria nel Bando generale del 2000 e ancora in attesa di assegnazione. Chiediamo al presidente Zingaretti di rivedere questa misura». Cosa altro chiedete alle istituzioni? «Di riprendere il confronto con le vere parti sociali. La Feder.casa aderisce alla Confsal, la quarta confederazione per numero di iscritti. Insieme agli altri sindacati degli inquilini rappresentiamo migliaia di famiglie e siamo in tutti tavoli aperti sul patrimonio immobiliare delle Casse di privatizzate. Nessuno come noi conosce lo stato dell’emergenza abitativa».
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