Berlusconi sceglie Marchini su Roma: è guerra con Salvini

28 aprile 2016 ore 14:30, Americo Mascarucci
Svolta nel centrodestra sulla candidatura a sindaco di Roma.
Guido Bertolaso si ritira e Forza Italia converge sulla candidatura di Alfio Marchini.
"Alfio Marchini - comunica una nota di Forza Italia - ha condotto in questi tre anni un'opposizione costruttiva, libera ed efficace e col suo movimento civico ha combattuto e vinto battaglie importanti per i romani. Con lui condividiamo una cultura moderata, ispirata ai valori liberali, cristiani, riformatori. Il suo comportamento e' stato decisivo per mandare a casa il sindaco Marino e ridare la parola ai romani sul loro futuro. E' l'unica figura - lo dicono tutti i sondaggi - che al ballottaggio contro tutti gli altri schieramenti politici può vincere. Questo e' l'unico obbiettivo che ci sta davvero a cuore, non affermare la superiorità di un partito sull'altro. Per questo ci auguriamo che - superando questa dolorosa divisione - tutto il centro-destra, tutti coloro che non vogliono consegnare Roma ai grillini o alla sinistra, possano ritrovarsi e riprendere un cammino comune. In questo senso rivolgiamo un appello ai nostri amici del centro-destra: siamo ancora in tempo perchè tutti convergano, come noi abbiamo fatto, sul candidato che ha la più alta possibilità di successo. Forza Italia e' impegnata, a Roma e in tutta Italia, a lavorare per costruire ovunque un centrodestra nel quale i valori liberali e quelli della destra democratica possano convivere costruttivamente come è avvenuto per vent'anni in Italia e come anche oggi avviene in molte importanti realtà regionali e amministrative: e' questa la condizione - conclude la nota di Fi - per prevalere sulla sinistra e restituire la guida del paese alla naturale maggioranza degli italiani".
Fin qui la posizione ufficiale di Forza Italia. 

Berlusconi sceglie Marchini su Roma: è guerra con Salvini
Ma cosa ha reso possibile un passo in avanti verso Marchini da più parti auspicato ma che sembrava ormai destinato a sfumare? 
Pare che a convincere Berlusconi sia stato, ancora una volta Gianni Letta, il consigliere più ascoltato, quello che nei momenti di maggiore indecisione ha saputo sempre assicurare quel valore aggiunto utile a far pendere la bilancia in una determinata direzione. E pare che proprio Letta abbia convinto Berlusconi circa l'inutilità di continuare a tenere aperte le porte a Salvini nel momento in cui quest'ultimo arrivava persino ad ipotizzare, dietro la scelta dell'ex Cavaliere su Roma, l'intenzione di far vincere Giachetti dietro la garanzia da parte del Governo Renzi di tutele per i suoi interessi aziendali.
Troppo per Berlusconi che fino a ieri aveva mantenuto il punto su Bertolaso escludendo l'appoggio a Marchini per non rompere definitivamente i ponti con il Carroccio, non disturbando troppo la candidatura della Meloni (che Bertolaso a differenza di Marchini non era in grado di insidiare)
Berlusconi sembra aver preso atto che con Salvini le possibilità di un'intesa sono sempre più ridotte al lumicino date anche le posizioni sempre più estreme che la Lega sta cavalcando per inseguire il successo della destra estrema in Europa. Ha dunque deciso di ascoltare le sirene centriste provenienti dalle parti di Alfano, Casini, Tosi, tentando di rioccupare una sorta di leadership al centro, visto che sulla destra è ormai predominante il lepenismo salviniano.
In più l'ex Cavaliere si sarebbe anche convinto del fatto che una rottura con la Lega potrebbe agevolare nel Carroccio la levata di scudi del fronte anti-Salvini dove le posizioni rigide del segretario nei confronti dell'alleato forzista sono state criticate dai leader storici del partito, Umberto Bossi e Roberto Maroni.
Insomma un'accelerata inaspettata che sembra tanto rivolta a sparigliare le carte e mettere in discussione il centrodestra per ripensarlo in vista delle politiche del 2018. Un centrodestra dunque la cui leadership potrebbe ripartire proprio da Marchini?
 


caricamento in corso...
caricamento in corso...