Rom pirati, il consigliere Santori: “A Marino piace l'America non Roma. Ho un Piano sui nomadi”

28 maggio 2015, Andrea Barcariol
Rom pirati, il consigliere Santori: “A Marino piace l'America non Roma. Ho un Piano sui nomadi”
Tensione alta a Roma dopo il drammatico incidente in via Battistini, dove un auto con 3 rom a bordo ha travolto 9 persone causando la morte di una donna. IntelligoNews ha contattato Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio ed ex delegato alla Sicurezza in Campidoglio, per parlare della gestione dei rom nella capitale.

Come valuta l’episodio accaduto ieri?

«I nomadi si sentono liberi di fare quello che vogliono, quello di ieri è l’esempio lampante, un auto a 180km/h che non si ferma a un posto di blocco. I rom vivono alle spalle dei romani nei campi voluti da Rutelli e mai toccati dalle amministrazioni che si sono succedute, compresa quella di Alemanno, ottengono numerosi finanziamenti tramite cooperative e associazioni, senza minimamente integrarsi. Ieri si è raggiunto l’apice, ma non è una novità che non si fermano ai posti di blocco, questa volta purtroppo ci sono andati di mezzo degli innocenti e ci è scappato il morto. E’ vergognoso che non ci sia stato nessun provvedimento preso dall’amministrazione. Marino sta in America, a lui di Roma interessa poco».


Ritiene che abbia colpe precise per la gestione del problema?

«Assolutamente sì, ha bloccato completamente il piano nomadi, la questione è abbandonata da 2 anni, non c’è nessun controllo sia nei campi tollerati sia in quelli abusivi. I nomadi, che lo hanno sostenuto nelle primarie, fanno quello che vogliono, prima almeno c’erano controlli h24. Dopo questo episodio credo non ci debba essere più nessun dialogo, i nomadi devono uscire da questa città e l’amministrazione si deve fare carico solo di quei pochissimi che realmente hanno bisogno. E’ inaccettabile che in questi campi ci siano parabole e auto di lusso mentre l’amministrazione paga, acqua, luce, gas. La gestione Marino è fallimentare».

Al di là delle polemiche, concretamente, come si risolve questa situazione che si trascina da decenni?

«Si fa un censimento solo sulla popolazione nomade presente nei campi tollerati, verificando la reale situazione di indigenza e il comportamento adottato in questi anni, compresa la scolarizzazione dei figli. Se non c’è lo stato di indigenza possono pagare un mutuo, gas, acqua e luce come fanno tutti cittadini. Per chi sta nei campi abusivi espulsione immediata e accompagnamento coatto nei loro Paesi perché sono cittadini che non hanno residenza e lavoro, questo prevedono le direttive europee e così avviene in tutta Europa. Al massimo va mantenuto un campo nomadi e un centro di transito dove organizzare le espulsioni».

Salvini, commentando l’episodio, ha parlato nuovamente di “ruspe” per i campi nomadi, mentre altri difendono a priori i rom. Non pensi che si parli tanto ma si agisca poco?


«Lo slogan è fine a se stesso ma può dare il segnale di un progetto. Immagino che Salvini voglia dire che i campi nomadi debbano essere abbattuti. Non accetto chi dice che su queste cose si fanno le solite polemiche o addirittura nasconde la nazionalità di coloro che hanno causato l’incidente di ieri. Io ad esempio sulla Monachina, il campo che ospitava queste persone, ho mandato decine di lettere all’amministrazione Alemanno e Marino. Per quanto mi riguarda ci sono sempre state azioni concrete. Dopo questo ennesimo incidente è veramente il momento di agire e dare una risposta concreta perché i romani sono stanchi e rischiamo episodi gravi di razzismo dettati dall’esasperazione. Attenzione a essere troppo buonisti e silenziosi».

caricamento in corso...
caricamento in corso...