Polverini (Fi): «Renzi avrà la golden share sul governo: o Letta obbedirà o sarà il Pd a farlo cadere»

28 novembre 2013 ore 16:14, intelligo
Polverini (Fi): «Renzi avrà la golden share sul governo: o Letta obbedirà o sarà il Pd a farlo cadere»
«Voglio vedere se i nostri ex ministri saranno in grado di motivare ai nostri elettori la loro permanenza al governo»   di Claudia Farallo.   «Renzi, o chiunque uscirà vincente dalle primarie per la segreteria del Pd, avrà la vera golden share sul governo». La parlamentare forzista Renata Polverini, intervistata da IntelligoNews, non ha dubbi: «Oggi c’è un governo di centrosinistra, al quale danno un contributo cinque ministri appartenenti al nucleo fuoriuscito da Forza Italia». Sulla Stabilità: «È evidente che, dal 9 dicembre, o Letta metterà in campo ciò che il suo partito gli suggerisce o credo che sarà proprio il suo partito a togliergli la fiducia». E su Imu e Iuc, l’ex sindacalista sfida Alfano e il Nuovo centrodestra: «Voglio vedere se i nostri ex ministri saranno in grado di motivare ai nostri elettori la loro permanenza al governo, che dipendeva da tante cose ma in particolare dall’impegno sulla tassazione sulla casa».   Oggi Renzi dice chiaramente che le larghe intese sono saltate. È d’accordo? «Non lo deve dire Renzi, perché nel momento in cui, l’altro ieri, Forza Italia ha deciso di non sostenere più questo governo, è evidente che non c’è più la compagine che garantiva le larghe intese. Oggi c’è un governo di centrosinistra, al quale danno un contributo cinque ministri appartenenti al nucleo fuoriuscito da Forza Italia». Ritiene che si debba andare al voto? «Non dipende da noi, ma dal presidente Napolitano. Tuttavia, mi pare che ancora una volta il Capo dello Stato abbia deciso di mandare avanti questo governo, al di là del fatto che una grande componente è uscita dalla maggioranza. Vediamo se Letta, come ha detto ieri, avrà i numeri sufficienti per mettere in campo delle riforme, perché questo non è un governo nato per fare delle piccole cose o per resistere in una situazione di difficoltà. Questo è un governo che nasce con i presupposti, primo, di arrivare a un momento di pacificazione nazionale, che mi pare ampiamente fallito visto quello che è accaduto ieri in Senato; secondo, fare le riforme; terzo, mettere in campo delle politiche economiche per rilanciare il nostro Paese e farlo uscire dalla crisi. Per fare questo, credo che servano numeri importanti. Vediamo se Letta sarà in grado di farlo, altrimenti è evidente che sarà necessario tornare a dare la parola agli elettori». Il premier potrebbe mandare avanti le riforme a colpi di fiducia? «Le riforme, se parliamo di riforme serie, in molti casi hanno bisogno addirittura di diversi passaggi legislativi. Non credo che si possa andare avanti a colpi di fiducia, in particolare su temi delicati come le riforme». Ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all’abolizione della seconda rata Imu… «Ma in realtà ha dato il via libera a un’altra tassa, la Iuc. Ieri è stata sì cancellata la seconda rata Imu, ma di fatto è stata reintrodotta sotto altro nome. Se consideriamo che i Comuni avevano già reintrodotto un’aliquota, tesa a coprire l’Imu nel caso in cui il governo l’avesse cancellata, vuol dire che ci siamo tenuti per un po’ Imu e aliquote comunali e, oggi, ci troviamo aliquote comunali più quest’altra tassa sui servizi. Ancora una volta, quindi, si viene meno a un impegno che questo governo aveva preso con la nostra parte politica. Voglio vedere se i nostri ex ministri saranno in grado di motivare ai nostri elettori la loro permanenza al governo, che dipendeva da tante cose ma in particolare dall’impegno sulla tassazione sulla casa». A proposito di programmi, il candidato favorito alla segreteria del Pd annuncia che, da oggi, i democrat non fanno più ‘good guys’ e inizieranno a farsi sentire. L’azione del governo potrebbe diventare più aderente alle priorità del centrosinistra? «Mi pare molto probabile. Renzi, o chiunque uscirà vincente dalle primarie per la segreteria del Pd, avrà la vera golden share sul governo. E mi pare che gli avvertimenti che vengono da Renzi siano sempre più stringenti per Letta. È evidente che, dal 9 dicembre, o Letta metterà in campo ciò che il suo partito gli suggerisce o credo che sarà proprio il suo partito a togliergli la fiducia». Si potrebbe andare al voto col Porcellum? «Ormai c’è il partito del Porcellum, che è il M5S. Mi pare che Grillo lo abbia detto in più occasioni e che i suoi parlamentari lo condividono. Quindi, è difficile che ci sia una maggioranza con i numeri sufficienti per arrivare a una legge elettorale diversa. A meno che la Consulta intervenga e quindi ripristini la norma antecedente». Dopo il voto sulla decadenza, i grillini hanno festeggiato con tanto di brindisi. Come commenta? «Hanno compiuto un gesto vergognoso, nei confronti non solo del senatore Berlusconi ma anche dei 10 milioni di persone che, solo qualche mese fa, si sono recati alle urne per riconfermargli la fiducia. Ma, del resto, dai grillini non ci aspettavamo altro».
autore / intelligo
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