Sottanelli (Sc): “E ora noi pungolo di Letta. Finito il populismo. Renzi non ha interesse al voto subito"

28 novembre 2013 ore 13:33, Lucia Bigozzi
Sottanelli (Sc): “E ora noi pungolo di Letta. Finito il populismo. Renzi non ha interesse al voto subito'
L’assalto a Palazzo (d’inverno) Chigi non ci sarà: l’Italia sta morendo di populismo e con ieri si è chiuso un ventennio. Da oggi il governo sarà più incisivo”. Renzi? “Da segretario del Pd stimolerà la maggioranza ma non ha interesse ad andare subito al voto”. Giulio Cesare Sottanelli, parlamentare di Sc e imprenditore, guarda i numeri: non quelli in parlamento bensì quelli delle tasse da tagliare e dell’economia da far ripartire. A Intelligonews, evidenzia un passaggio non secondario: “Nella nuova maggioranza, Sc avrà maggiore peso politico che eserciterà per accelerare la spinta riformatrice”.
Onorevole Sottanelli, con Berlusconi all’opposizione insieme a Grillo è iniziato l’assalto al Palazzo (d’inverno) Chigi? «Mi auguro di no. L’Italia sta morendo del populismo che ha regnato in questi ultimi venti anni. Penso che il paese abbia bisogno di stabilità e ritengo che da oggi in poi il governo avrà maggiore incisività specialmente sul versante delle riforme, anche perché molto probabilmente è stato tolto un freno e dunque sarà possibile andare avanti in maniera più spedita ed efficace». Governo più incisivo ma meno stabile? Larghe intese più strette? Al Senato la nuova maggioranza si regge su uno scarto di dieci voti. «A determinare la stabilità sono gli obiettivi comuni. Purtroppo, fino a oggi non lo sono stati da parte di alcune componenti della maggioranza. Anche per questo considero l’esecutivo più stabile rispetto a ieri». Sì, ma la stabilità la fanno anche i numeri in parlamento. «I numeri sono relativi quando c’è una presa di coscienza dello stato reale in cui versa il paese. Sono convinto che i numeri di questa maggioranza cresceranno strada facendo se l’esecutivo realizzerà quelle azioni concrete necessarie a far ripartire il paese: solo in questo modo sconfiggeremo il populismo dilagante di cui il M5S, Fi e Lega sono i portavoce. Bisognerà poi capire quanto peserà in tutto questo l’arrivo di Renzi alla segreteria del Pd». Proprio Renzi in questi giorni ha di fatto dettato le condizioni a Letta e oggi torna a rivendicare un cambio di passo. Non è proprio il massimo del sostegno convinto… sembra piuttosto un ultimatum… «Renzi segretario del Pd potrebbe rappresentare l’elemento di novità se svolgerà un’azione di stimolo al governo sull’agenda delle riforme. Se farà questo, probabilmente ci sarà un effetto positivo per tutta la maggioranza: penso che lo farà anche perché non so fino a che punto possa essere interessato politicamente ad andare subito al voto». Legge di stabilità: dopo l’ok del Senato ora il maxi-emendamento arriva alla Camera. Si ricomincia con l’assalto alla diligenza? E secondo Sc cosa c’è da fare di più e di meglio? «La prossima settimana, il 3 dicembre, la legge di stabilità farà il suo ingresso in Commissione Finanze. Noi ci aspettavamo tagli maggiori alla spesa pubblica per poi destinare le risorse all’abbattimento della pressione fiscale sul lavoro, l’unica azione concreta e seria in grado di dare più soldi ai lavoratori dipendenti, far ripartire i consumi e rendere le nostre aziende più competitive. Ci aspettiamo maggiore incisività anche dal piano di spending review che, a mio giudizio, avrebbe dovuto essere approntato tre-quattro mesi fa. Occorre fare di più. L’altro elemento fondamentale è procedere speditamente sulla riforma della seconda parte della Costituzione per arrivare – finalmente – ad abolire le Province, accorpare i Comuni, eliminare il Senato». Sì, ma per fare le riforme costituzionali servono i due terzi del parlamento oppure un referendum confermativo. Con Berlusconi e Grillo all’opposizione lei crede che riuscirete a fare quanto previsto dal programma di larghe intese? «I populisti si riempiono la bocca ogni giorno sostenendo che occorre tagliare i costi: l’occasione delle riforme è unica e vedremo se le loro sollecitazioni saranno solo parole o diventeranno fatti. Non mi preoccuperei di questo perché davanti ai fatti concreti ciascuno si assumerà le proprie responsabilità». Nella nuova maggioranza Scelta Civica avrà un ruolo ancora più determinante. Come e su cosa intendete esercitarlo? «Scelta Civica renderà ancora più forte la sua azione di pungolo ed avrà un peso politico maggiore visti anche i numeri al Senato. Noi vogliamo usarlo per rafforzare il governo e nello stesso tempo obbligare l’esecutivo a portare a termine riforme radicali al centro del nostro programma e che tre milioni di italiani ci hanno chiesto di portare avanti». Come commenta l’uscita dal Parlamento di Silvio Berlusconi? Si è davvero chiuso un ventennio? «Mi sono domandato se rappresenti la fine o un nuovo inizio. Io propendo per la seconda opzione».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...