Chiusura Librerie Roma Centro, il sindaco non pensa e la città non deve pensare

28 ottobre 2014 ore 15:31, intelligo
Chiusura Librerie Roma Centro, il sindaco non pensa e la città non deve pensare
Come una casa con le fondamenta che si stanno sgretolando. Niente manutenzione, niente stabilità. E nei giorni della legge renziana di stabilità, l’instabilità è diffusa specie tra chi lavora e chi il lavoro lo crea. Roma, centro storico: serrande giù. E che serrande…
Alcune giù chiuse, altre in procinto di essere abbassate. Chiudono le librerie, quelle storiche, quelle piccole e perfino le grandi sono a rischio. Con loro chiude un mondo, chiude la cultura e il pensiero libero.  In Campidoglio che si fa? Oltre alla Ztl pure per gli scooter, qualcuno si è accorto che la cultura sta morendo e con lei i posti di lavoro? Se lo sono chiesti i titolari delle librerie del centro della Capitale che non vogliono arrendersi ma non riescono più ad andare avanti, alle prese ogni giorno con costi enormi degli affitti e costi del personale a fronte di affari col segno permanentemente meno. Il caso è finito sul tavolo della commissione Cultura di Roma Capitale, presieduta da Michela Di Biase (Pd) e moglie del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, che oggi ha ascoltato Massimo Botrini, titolare della libreria Cicerone. La crisi, certo, ma anche “gli alti costi di gestione, di affitto e di personale”, spiega Botrini, stanno determinando la “desertificazione” soprattutto nel Centro storico. La Di Biase ha assicurato che non starà con le mani in mano: “Roma Capitale ha le sue biblioteche, ma ci stanno a cuore anche le librerie private che vanno sostenute, sia in Centro che in periferia. Contatteremo gli uffici competenti per verificare la possibilità di applicare detrazioni fiscali e, per incentivare nuove aperture, verificare se sia possibile utilizzare alcuni spazi del Comune”. Una promessa che ora i titolari delle librerie verificheranno coi fatti, come  l’impegno a seguire le strutture e convocare un'altra seduta della commissione Cultura “per valutare i risultati delle indagini che svolgeremo al fine di produrre un documento di indirizzo alla Giunta”. L’incontro di oggi con la Di Biase, segue l’iniziativa di Botrini che ha già scritto al sindaco per denunciare la crisi del settore: “La nostra città sta perdendo in continuazione attività commerciali dedite alla diffusione della cultura. Tantissime hanno gia' chiuso e altre chiuderanno entro breve. La libreria che si trova nel sottopassaggio di via del Tritone sta preparando gli scatoloni e chiude, riconsegnando i locali al Comune di Roma. E' inaccettabile” scrive Botrini che alla Commissione oggi ha ricordato l’elenco delle librerie che la saracinesca non la tireranno più su: oltre alla Croce e Remainder's, "Mondadori Trevi e Mondadori Corso, Arion Montecitorio, Feltrinelli Babuino, Giunti piazza Santi Apostoli, Messaggerie musicali e Rizzoli a largo Chigi”. E perfino la Feltrinelli nella Galleria Alberto Sordi "sarebbe in difficoltà".  Un centro storico senza librerie, ha scritto Botrini al sindaco, “è un Centro storico sempre più triste, senza cultura e senza storia. Ma perchè l’amministrazione è ferma? Forse non ne è a conoscenza?”. O forse, aggiungiamo noi, il sindaco è troppo avanti e oltre alle bici urbi et orbi immagina già come sarà il centro storico di Roma tra qualche tempo? Magari ricco di monumenti bellissimi da ammirare passeggiando, ma nel silenzio, nel vuoto e nella desolazione di saracinesche chiuse, gente rimasta senza lavoro, cultura sepolta sotto la “desertificazione”.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...