Marino tiene le dimissioni in tasca e i 5stelle presentano il “mini-programma” per Roma

28 ottobre 2015, intelligo
Marino tiene le dimissioni in tasca e i 5stelle presentano il “mini-programma” per Roma
Nel giorno in cui il sindaco Marino è chiuso in Campidoglio con la “sua” giunta ma senza l’assessore dimissionario ai Trasporti Esposito che non va per rimarcare che il sindaco non è né sarà più un sindaco a tutti gli effetti, c’è chi col vento in poppa dei sondaggi lancia un “mini-programma” per Roma, candidandosi di fatto al Campidoglio. 

E’ il caso dei 5Stelle che con Marcello De Vito, uno dei “papabili” nella potenziale rosa dei candidati sindaci (sempre che la rete clicchi l’ok), si concentra tra l’altro, sul capitolo campi rom e vigili urbani. E mentre Marino annuncia che dalla giunta di oggi usciranno “decisioni importanti” , anche se sui campi nomadi finora non si sono certo visto molti “effetti speciali”, proprio De Vito dalle colonne del Messaggero spiega cosa avrebbe fatto il M5S se fosse stato al posto del primo cittadino. Sui campi nomadi la ricetta a cinque stelle è: “chiuderli. I nomadi a Roma sono 8mila, ognuno di loro con una spesa di 4/500 euro al mese si può progressivamente inserire in un alloggio o sostenere con un bonus casa, stiamo valutando”. Perché il punto, secondo De Vito, è che “hanno un costo enorme, circa 30 milioni. È una soluzione anti-sociale che ha prodotto finora solo criminalità ed emarginazione. Dobbiamo superarli”. 

Sulle modalità di gestione del corpo di Polizia Municipale e in particolare sui fenomeni di lassismo balzati agli onori delle cronache, De Vito promette di applicare “il piano anti-corruzione per colpire le mele marce”. E sullo spinoso capitolo della “cartellopoli”, cioè dei manifesti abusivi che tappezzano la città – tema irrisolto e sul quale ogni giunta capitolina non è riuscita a fare granchè – l’esponente dei 5Stelle non si sbilancia più di tanto ma assicura: “Troveremo una soluzione per tutto. Intanto abbiamo già individuato i soldi: 1 miliardo di euro tra tagli agli sprechi e mancate entrate. Serviranno per le buche e per la manutenzione delle scuole. E per quella pulizia della città che i romani invocano e meritano visto che pagano le tasse più alte d’Italia”. Detto così sembra tutto semplice. Ma tra il dire e il governare, si sa, non sempre c’è lo stesso automatismo. Un fatto è certo: il Movimento di Grillo non ha più intenzione di stare sull’albero a fare il “grillo parlante”. E i sondaggi lo fanno “volteggiare” sul Campidoglio. 

LuBi 

autore / intelligo
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