Roma, è patto Raggi-Cerroni: cosa scrisse Grillo sul "re dei rifiuti"

28 settembre 2017 ore 10:44, Americo Mascarucci
La "monnezza romana" val bene un patto con Cerroni. Alla fine per poter risolvere l'emergenza dei rifiuti nella Capitale a Virginia Raggi non è rimasto che "scendere a patti" con "l'ottavo re di Roma", ossia quel Manlio Cerroni deus ex machina della tanto vituperata discarica di Malagrotta, contro il quale il Movimento 5Stelle ha sempre lanciato strali. E' stato infatti siglato un contratto ponte di 18 mesi tra Ama e il Consorzio Colari di Cerroni per la gestione del servizio di trattamento meccanico biologico dei rifiuti indifferenziati prodotti da Roma. La firma è giunta al termine di un incontro svoltosi nella sede della Prefettura di Roma alla presenza del Presidente dell'Anac Raffaele Cantone, e che ha visto la partecipazione tra gli altri, della sindaca Raggi, del Segretario generale della Regione Lazio e dei competenti assessori regionale e comunale.
Roma, è patto Raggi-Cerroni: cosa scrisse Grillo sul 're dei rifiuti'

COSA PREVEDE
Il contratto prevede che i due impianti TMB privati di Co.La.Ri. ricevano i rifiuti indifferenziati provenienti dalla raccolta nel territorio della città di Roma con una media di 1.250 tonnellate al giorno nei giorni feriali e 600 tonnellate al giorno nei giorni festivi fino alla concorrenza di 8.100 tonnellate alla settimana. Inoltre, qualora risultasse una capacità residua dei TMB gestiti dal gruppo privato rispetto alla capacità complessiva autorizzata, ove AMA ne manifesti l’esigenza, gli impianti dovranno riservare prioritariamente tale capacità residua ad ulteriori quantità di rifiuti indifferenziati prodotti dalla città di Roma. L'accordo nelle intenzioni di tutti dovrebbe escludere d'ora in avanti i problemi derivanti al rallentamento delle attività degli impianti di Malagrotta.

RAGGI ESULTA 
"Oggi, 27 settembre 2017, è una giornata storica per Roma - è stato il commento della Raggi - Per la prima volta il Comune è riuscito a far firmare un contratto alle aziende di Manlio Cerroni. E questo ha dell’incredibile perché fino ad ora per gestire il trattamento dei rifiuti nella Capitale ci sono state solo strette di mano. Mai una gara o un appalto". Nelle parole della Raggi si evince chiaro il tentativo di mettere le mani avanti e quasi far passare il messaggio che l'Amministrazione capitolina abbia piegato il "re della monnezza" obbligandolo a sottostare ad accordi non dettati da lui. Ma la forma non cambia la sostanza. E la sostanza è che per risolvere il problema dei rifiuti a Roma si è dovuto comunque "trattare" con Cerroni.

COSA SCRIVEVA GRILLO
Peccato che appena due anni fa, quando a Roma governava Ignazio Marino e dilagava l'inchiesta sulla discarica di Malagrotta, sul blog di Grillo si leggeva: "Oggi Cerroni ha 90 anni ed è ancora convinto di essere un innovatore. Non ha capito che la sua concezione di "moderno" si è fermata ai tempi del DDT, dell'amianto e della benzina al piombo, e insieme a lui non l'hanno capito (oppure hanno fatto finta) tutte le amministrazioni romane e laziali che nel tempo hanno continuato ad affidarsi alla sua obsoleta visione come fosse risolutiva. Le stesse amministrazioni e forze politiche, dal centrodestra al centrosinistra, che oggi blaterano fantomatiche vicinanze del M5S a Cerroni. Noi, che siamo stati i soli a fargli una guerra senza sosta. Il suo monopolio a Roma ha infatti nomi e cognomi tra i vecchi baroni della politica". Un monopolio che a quanto pare continuerà anche nell'era Raggi. 

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