Dal Campidoglio al Parlamento: Destra che sale, Destra che scende

29 maggio 2013 ore 13:47, Francesca Siciliano
Dal Campidoglio al Parlamento: Destra che sale, Destra che scende
L’astensionismo a Roma è stato disarmante. Per la prima volta nella storia delle elezioni capitoline quasi il 50% dei cittadini ha preferito disertare le urne. Segnale choc: disaffezione nei confronti della politica. C’entrano poco, stavolta, il mare o il brutto tempo; c’entra ancor meno il derby calcistico che ha incendiato i cuori dei biancocelesti e spento quelli dei giallorossi.
E neppure la spinta propulsiva che alle politiche sembrava avesse dato il MoVimento 5 Stelle (cavalcando, appunto, l'antipolitica) ha retto, facendo registrare un calo di oltre 15 punti percentuali.  L’alto tasso di astensionismo, come sempre, ha penalizzato il centrodestra e Gianni Alemanno che, da sindaco uscente, ha raggiunto solo il 30% dei consensi. Ma all’interno della coalizione c’è chi sale e chi scende: Fratelli d’Italia su, la Destra giù.  Se nell'ultima tornata elettorale dello scorso febbraio il neonato partito di Meloni-La Russa (battezzato 40 giorni prima) a Roma aveva ottenuto 42.544 voti, domenica e lunedì ha registrato un incremento di quasi 20mila voti, ottenendone 60.375. L’incremento della percentuale sui votanti è stato addirittura del 123%. Di contro, La Destra che alle politiche di febbraio (abbinate con le regionali, di cui Storace era il candidato governatore del Lazio appoggiato da tutta la coalizione, Pdl e Fdi compresi) prese 26.700 voti a questo giro ne ha ottenuti solo 13.256: un calo di circa il 50%. Si può dire, dunque, come sostiene qualcuno che è stata premiata la militanza? Non del tutto. Tanto i giovani meloniani quanto quelli storaciani sono - per storia e tradizione - motivati alla militanza, ai raduni politici, attivi sul territorio, propositivi e “combattivi”. Forse, oltre all’astensionismo, può aver pesato un fattore più nazionale che tipicamente romano. Alle politiche La Destra non ha superato la soglia di sbarramento, restando fuori dal Parlamento: elemento non di poco conto soprattutto per amplificare politicamente e mediaticamente alcune battaglie che il partito sta portando avanti. Al contrario, Fratelli d'Italia, pur avendo una pattuglia di senatori e deputati, potrebbe scontare il fatto di non aver partecipato al governissimo di Letta, preferendo – come recita il manifesto della Meloni - «rifiutare gli inciuci e i giochi di Palazzo».
caricamento in corso...
caricamento in corso...