Roma flop rifiuti, crescono costi e crolla soddisfazione. Nessuno peggio nell'Ue

29 maggio 2016 ore 15:17, Adriano Scianca
Roma è tutta un controsenso, anche per quanto riguarda il rapporto "qualità/prezzo" dei servizi. Infatti la Capitale è la città in cui più paghi, meno sei contento del servizio, e questo vale anche (e soprattutto) per quanto riguarda la raccolta della spazzatura. Secondo un rapporto stilato da Confartigianato, Roma detiene il primato negativo dei costi più alti per l'igiene urbana insieme a quello per la maggiore insoddisfazione dei cittadini. La raccolta di immondizia costa agli abitanti di Roma 249,9 euro pro capite, il 50,9% in più rispetto alla media nazionale e il 9,5% in più rispetto ai 228,15 euro del 2010. Tuttavia appena il 9% dei cittadini trova Roma pulita. Peggio solo a Palermo dove è soddisfatto appena il 7% dei cittadini.

Roma flop rifiuti, crescono costi e crolla soddisfazione. Nessuno peggio nell'Ue
Roma assorbe il 7,8% dei costi nazionali per il servizio di igiene urbana. Eppure la capitale è percepita sempre più sporca dai suoi abitanti visto che, tra il 2011 e il 2015 - sempre secondo il rapporto di Confartigianato - la soddisfazione è crollata del 17,7%. Soltanto un quinto degli abitanti apprezza igiene e decoro dei cassonetti (22,6%), pulizia delle aree intorno ai cassonetti (21,7%) e pulizia nella propria zona (21,3%). A nulla vale il fatto che il passare la scopa per le strade di Roma costi tre volte e mezzo di più che altrove

Nel dettaglio, nella Capitale il costo unitario del servizio di igiene urbana (calcolato dividendo la spesa per il peso totale dei rifiuti) è di 41,18 cent/kg, superiore del 24,9% rispetto al valore medio nazionale (32,97 cent/kg) ed imputabile soprattutto al cosiddetto spazzamento, che costa 15,72 cent/kg, tre volte e mezzo maggiore (252,7%) rispetto ai 4,47 euro/kg della media nazionale. Sul fronte cassonetti, i romani hanno di che invidiare i veronesi: a Verona infatti si rileva il top della contentezza dei cittadini in fatto di pulizia generale della città, il 71% dice sì. Seguono i cittadini di Bologna (49%) e di Torino (48%).

Sembra però esserci una nota positiva: negli ultimi 5 anni la produzione dei rifiuti è diminuita del 10,1%. Ma, c'è sempre un "ma",  le tariffe di raccolta continuano a galoppare, lievitate del 22,7% dal 2011. E spesso a fronte di strade e quartieri invasi da sporcizia. ''C'è qualcosa che non va - ha denunciato il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti - Le tariffe dei servizi erogati da soggetti pubblici devono rispettare il mercato e non possono essere una variabile indipendente, troppo spesso utilizzata per fare cassa e mettere a posto i guasti di una cattiva gestione". 

Il quadro che emerge da un rapporto realizzato dalla Confederazione è allarmante: l'igiene urbana è costata alle tasche di famiglie e imprenditori italiani nel 2014 in media 167,80 euro a testa, in totale 10,2 miliardi. E siamo ultimi in Ue per livello di soddisfazione. A pagare di più sono i cittadini del Lazio (Roma compresa) con un costo di 220,3 euro per abitante. Seguono Liguria con 212,7 euro/abitante, Toscana con 210,3 euro/abitante, Campania 196,7, Sardegna 192,1, Umbria con 182,2 euro (+13,1%).
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