Voto segreto o palese. Capacchione al Pd: «Chi sta in un partito deve accettare le regole del gruppo. Berlusconi ha paura dei suoi»

29 ottobre 2013 ore 14:00, Marta Moriconi
Voto segreto o palese. Capacchione al Pd: «Chi sta in un partito deve accettare le regole del gruppo. Berlusconi ha paura dei suoi»
«Voto segreto o palese? Noi siamo per il rispetto delle regole, indipendentemente dalle persone».
Così la giornalista del “Mattino” e senatrice del Pd, Rosaria Capacchione, che vive sotto scorta perché deve fare i conti con il clan dei Casalesi, che non ha gradito alcuni suoi libri e articoli. Quando parla di Berlusconi è ferma: «In questo momento il partito più spaccato è proprio il Pdl, per questo il voto palese ora lo vuole lui». Sul candidato alla segreteria del Pd, Gianni Cuperlo, il tono si fa più incerto, seppure dialogante: «Mi riconosco di più in lui, ma sul Mezzogiorno manca una parola forte…». Voto segreto o voto palese? Il Pd con Zanda e Finocchiaro spingono per quello palese… «Noi siamo per il rispetto delle regole, indipendentemente dalle persone. Credo che sia un segno di grande civiltà». Si aspetta qualche tiro mancino all’interno dello stesso Pd? «Io ragiono per me, so quello che faccio io, su quello che fanno gli altri non mi ci interrogo per principio. Chi accetta di stare in un partito deve seguire le regole del gruppo, altrimenti nessuno gli vieta di cambiare gruppo». Buemi, da IntelligoNews, sottolinea che Berlusconi è ingombrante per lo stesso centrodestra. Rischia il tradimento, se voto segreto sarà? «Il voto palese lo chiede ora Berlusconi e proprio per questo. In questo momento il partito più spaccato è proprio il Pdl». Legge elettorale. Voi avete diverse proposte al vostro interno. Quale la sua preferita? «Valuterò tutte le proposte. Voglio prima leggere, poi mi esprimerò». Le quattro mozioni dei candidati alla segretaria Pd. Cosa le piace e cosa non le piace? «Mi piace di più la parte teorica, che non quella pratica». Cioè? «Sto dicendo che mi interessano più le risposte ideologiche. In un momento in cui si dice che sono morte le ideologie, credo che un partito, invece, debba avere un’identità precisa, se no che razza di partito è. Lo dice la parola stessa». A quale dei quattro candidati si sente più vicina? «Guardo a Cuperlo. Ma ancora non ho scelto niente. Se devo dire in chi mi riconosco di più, vi  rispondo che è certamente lui. Trovo, però, che in tutte e quattro le mozioni manchi una parola forte e chiara sul Mezzogiorno e sui temi degli enti locali. Vengo dalla società civile, sono in Parlamento per questo e quindi osservo con un certo distacco alcune cose. Però valuterò così: io sarò con chi mi saprà dare risposte sui temi che riguardano il Sud». 
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