Morto dopo trapianto di cuore, per Aido: "Era tutto a posto. Fidatevi"

29 settembre 2017 ore 20:14, Americo Mascarucci
Non cennano a placarsi le polemiche seguite alla morte del paziente deceduto dopo il trapianto di cuore all’Ospedale San Camillo di Roma. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di fronte al sospetto che il cuore trapiantato al paziente e proveniente da un donatore del San Raffaele di Milano, potesse in cattive condizioni in quanto forse di un soggetto cardiopatico, aveva annunciato verifiche. Dall'Ospedale San Camillo però avevano seccamente smentito la notizia chiarendo che "gli esami strumentali, compresa la coronarografia escludevano la presenza di patologie cardiache con particolare riferimento alle arterie coronarie nel donatore".
Morto dopo trapianto di cuore, per Aido: 'Era tutto a posto. Fidatevi'

L'INTERVENTO DELL'AIDO
Sul caso è intervenuto con una nota anche l'Aido, l'Associazione dei Donatori di organi che spiega: "In attesa, rispettosamente, che le istituzioni preposte chiariscano le vere ragioni di questa morte, l’AIDO vuole dare spazio, nella ricerca della verità dei fatti, alle dichiarazioni del direttore del Centro Nazionale Trapianti il quale ha assicurato che il cuore era idoneo"
Per Costa infatti: "E' stata eseguita una valutazione attraverso un elettrocardiogramma e un’ecocardiografia, che esamina l’organo a livello strutturale e funzionale, oltre a una coronarografia. I test sono risultati negativi. Per la nostra rete trapiantologica questo cuore rispettava i criteri di idoneità. Poi la valutazione passa al gruppo chirurgico che lo prende in carico, in questo caso il San Camillo".
Poi l'esperto conclude: "L’équipe chirurgica è quella che va a prendere l’organo e ne verifica il funzionamento. Ho appena parlato con il chirurgo che ha operato, mi ha detto che era tutto a posto e la funzionalità cardiaca è stata verificata in vivo".

IMPORTANZA DEI TRAPIANTI
Per Aido è importante continuare ad avere fidcia nei trapianti. "Non possiamo dimenticare – ha spiegato la dott.ssa Flavia Petrin, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule – che i trapianti sono interventi complessi non privi di rischi che vengono eseguiti con l’obiettivo di salvare o comunque migliorare la vita dei pazienti ma grazie a questo particolare ambito della medicina, negli anni sono stati trapiantati circa 70mila pazienti e, fatto da sottolineare con forza, ben 45mila ancora oggi vivono una vita dignitosa e in molti casi addirittura eccellente. In particolare, la sopravvivenza dopo un trapianto di cuore, ad un anno, è dell'80%, risultato che ci pone ai vertici europei per la qualità dei trapianti".

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