Licenziamento Milloch: “In Campidoglio? Un po' più di niente. Il mio appello a Raggi e Renzi"

03 agosto 2016 ore 16:43, Lucia Bigozzi
“Non abbiamo incontrato il sindaco Raggi ma un suo rappresentante: in Campidoglio non sapevano nulla della vicenda e ci hanno chiesto di inviare la documentazione. Come è andata? Un po’ più di niente”. Così Fabio Milloch, segretario nazionale del sindacato Ugl Autoferrotranvieri, spiega a Intelligonews l’esito dell’incontro collegato al suo licenziamento da Atac. 

Come è andato l’incontro della delegazione Ugl in Campidoglio con il sindaco Raggi rispetto anche alla sua vicenda?

"Anzitutto non siamo stati ricevuti dal sindaco ma da un suo rappresentante; e per lo più ignoravano la vicenda. Il punto qui non è tanto il licenziamento in sé, nel senso che se io davvero ho commesso un atto illegittimo è giusto che ne debba rispondere, ma il discorso cambia quando per me non è così, e ho inviato le segnalazioni spedite settimanalmente per avvisare della mia assenza in quanto distaccato per ragioni di natura sindacale". 

Licenziamento Milloch: “In Campidoglio? Un po' più di niente. Il mio appello a Raggi e Renzi'
Sì, ma da parte di chi in Campidoglio ha ricevuto la delegazione Ugl che risposta è arrivata?

"Ci hanno detto se possiamo mandare le carte, così loro prenderanno visione della situazione e poi ci faranno sapere. Quindi, dal mio punto di vista, un po’ più di niente perché quando si va a chiedere l’occupazione di suolo pubblico per poi andare a manifestare si devono dare le motivazioni e le abbiamo date; con la stessa logica ritengo che prima di riceverci, l’amministrazione comunale avrebbe dovuto informarsi e capire per poi affrontare il problema". 

Vuole fare un appello al sindaco Raggi o al premier Renzi? 

"Anzitutto dico che non si possono denigrare le organizzazioni sindacali, è troppo semplice. Fare sindacato è una cosa seria, riguarda la tutela non solo dei lavoratori ma anche della cittadinanza. Ho già scritto a Renzi ma non ho avuto risposta né da lui né dal ministro Delrio e questo credo sia preoccupante perché poi quando accadono tragedie come quella in Puglia le inchieste si mettono in piedi subito. Il punto, infatti, non è tanto il colpevole ma la ragione per cui non sono stati fatti i lavori e come mai accadono alcune situazioni. Io ho questa passione che vivo fino al punto di rischiare di essere licenziato; penso di essere una persona equilibrata con moglie e due figli a casa e non posso permettermi di mettere in pericolo il mio lavoro, ma svolgo la mia funzione all’interno delle regole. L’altro aspetto del mio appello è: non guardiamo tanto agli elementi secondari ad esempio il fatto dello sciopero, quanto piuttosto occorre impegnarsi a capire perché continuano a farcelo fare senza darci una risposta e un intervento vero, sicuro e certo riguardo le problematiche sulle infrastrutture e sul versante della sicurezza". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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