Roma, Raggi "salva" Mazzillo che rimane il "pomo della discordia" in M5S

03 agosto 2017 ore 10:22, Americo Mascarucci
Il caso Mazzillo può dirsi chiuso almeno per il momento. L'assessore non sarà cacciato come chiedeva una parte consistente del Movimento 5Stelle dopo le dichiarazioni a ruota libera da questo rilasciate su vari quotidiani relativamente al caso Atac con tanto di critiche nei confronti dei colleghi di Giunta, dei vertici Atac e delle soluzioni prospettate. Mazzillo nelle ultime ore ha rimesso nelle mani della Raggi la delega al Patrimonio, mantenendo però quella al Bilancio. Solo che nel farlo era sembrato peggiorare la situazione dopo aver specificato che il suo gesto scaturiva da una chat del primo cittadino in cui annunciava l'intenzione di nominare nuovi assessori tanto ai Lavori Pubblici che al Patrimonio. Per l'intera giornata di ieri si era parlato di un'imminente uscita di Mazzillo dalla Giunta.
Roma, Raggi 'salva' Mazzillo che rimane il 'pomo della discordia' in M5S

LA SVOLTA
"Con la sindaca – ha dichiarato Mazzillo – abbiamo avuto un chiarimento utile e franco. D’altra parte, quello tra me e Virginia Raggi è un rapporto di stima consolidato. Ora è tempo di mettere da parte ogni polemica e continuare a lavorare concretamente per Roma". L'assessore manterrà la delega al Bilancio quindi e non sarà dimissionato come si era ipotizzato nelle ultime ore. 
Resterà al suo posto perché così ha voluto Virginia Raggi che pare si sia imposta tanto nei confronti di Grillo e Casaleggio che di quanti nel Movimento chiedevano la testa del titolare del Bilancio. Un altro che, del resto, è legato da un rapporto diretto più con la Raggi che con il Movimento. Oltre quindi che a difendere quello che è considerato un suo fedelissimo, il sindaco ha voluto evitare l'ennessima crisi in Campidoglio visto che cacciare Mazzillo avrebbe comportato l'esigenza di sostituirlo. Un'altra partita che si sarebbe aperta al buio visto che con il fallimento di Atac alle porte, trovare uno che si sarebbe andato a prendere sulle mani una simile patata bollente sarebbe stato molto difficile. Quindi Mazzillo resta in carica, ma dimezzato.  Ma è soprattutto la crisi di Atac a preoccupare. 
L'ex Direttore generale Bruno Rota si è dimesso dopo aver visto messo in discussione il concordato preventivo da lui proposto per scongiurare il fallimento. Secondo quanto riferito da Rota, la Raggi l'avrebbe in un primo momento accettato, poi si sarebbe tirata indietro dopo che proprio Mazzillo si sarebbe opposto all'idea. Ragione per cui Rota avrebbe deciso di rassegnare le dimissioni.
L'assessore al Bilancio resta convinto che la strada del concordato preventivo sia la meno praticabile visto che metterebbe a rischio i conti del Comune, mandando in fumo i 500 milioni di crediti che il Campidoglio vanta, al netto della mole di debiti, nei confronti della società.  Ma anche la strada della ricapitalizzazione che Mazzillo vorrebbe percorrere è tutta in salita. Come uscirne dunque? Questa sarà la vera partita che si giocherà in Campidoglio e che potrebbe riaprire la partita sul destino di Mazzilo per ora diplomaticamente chiusa. 

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