Dal tricolore di Alemanno all'arcobaleno gay friendly di Marino: quando l'addobbo fa cultura

03 dicembre 2013 ore 17:17, Marta Moriconi

Dal tricolore di Alemanno all'arcobaleno gay friendly di Marino: quando l'addobbo fa cultura
Natale e gli addobbi: tutta una questione di... cultura.

Le sei strisce che dal rosso virano al viola sostituiranno quelle che sfumavano verso il verde  passando per il bianco. Sì dal simbolo di una tradizione al simbolo di un'evoluzione laicista il passo è alquanto breve: si passerà all'arcobaleno e ci dimenticheremo del Tricolore che fu. Via del corso a Roma, quest'anno, si presenterà variopinta. Il dado è tratto.

La "rainbow flag", espressione del movimento omosessuale, trionferà sulla via principale della città eterna, eterna meta anche turistica grazie anche alla presenza storica della Chiesa di Roma. E se il Natale è una festa di tradizione cattolica poco importa, i desideri della modernità vanno accontentati. Cambierà tutto insomma, tranne l'appalto degli addobbi affidato, sembra, a una società vicina all'ex giunta Alemanno!

Intanto si stanno alzando le voci di chi non ha gradito la scelta del nuovo sindaco di Roma, come quella di Augusto Santori, Presidente di Primavera Nazionale: "Fanno bene gli esponenti dell’opposizione capitolina a criticare la scelta delle luminarie gay friendly e ci aspetteremmo eguale atteggiamento anche dai consiglieri di maggioranza che non vogliono prendere in giro i romani con iniziative che sono fumo negli occhi. Uscite ad arte per coprire l’immobilismo di una giunta comunale che farebbe meglio ad occuparsi dei problemi della quotidianità, che sono sempre più gravi e riguardano sempre più la periferia della nostra città”.

Fumo negli occhi sì, ma multicolor. E se le scuole sono fatiscenti, le aiuole trascurate, i bilanci con i buchi, poco importa.

L'importante è l'amore... o almeno lasciarlo credere.

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