Mafia Capitale, business dell'accoglienza ricorda che non c'è misericordia senza verità

03 dicembre 2014 ore 11:48, Marta Moriconi
Mafia Capitale, business dell'accoglienza ricorda che non c'è misericordia senza verità
Apprendiamo, nell’ambito dell’indagine su mafia, appalti e finanziamenti pubblici, che l'industria della solidarietà faceva parte della parte malata della città di Roma, e non è una novità anche se di ingenui dell'ultima ora si stanno riempiendo i social. 
Affari e interessi che ruotano intorno alla gestione dei centri per immigrati e campi rom che fanno parte da tempo di quegli aiuti garantisti che nascondono alcune verità per rivestirsi di carità e integrazione. Le verità del sistema romano per esempio (ma non solo) fondato anche sui fondi per governare l’accoglienza. Va detto anche che i Radicali (romani) l'avevano dimostrato per la prima volta a gennaio, sul sito opencampidoglio.it, e avevano denunciato la cosiddetta “manovra d’aula”. Ma è il silenzio, anche dei giornali, la risposta a questa denuncia. E’ così che da anni e anni, ma sono sempre di più quelli che cadono dall'albero democratico e buonista che quelli che si dicono a conoscenza, per esempio, del sistema di selezione della classe dirigente capitolina che in parte è stato funzionale a tale modello di gestione. Il caso Mafia Capitale riporta alla luce un problema che fa parte di un certo cattolicesimo. Occorre essere onesti, c'è chi ha contribuito ad alimentare certi fenomeni macchiati da carità non vera ma pelosa e ha deciso di servire così un apparato malato, discriminatorio al contrario alla fine. E anche predicare la misericordia senza collegarla alla verità è una colpa e porta dei frutti, che oggi vediamo. L'Italia è piena di "nazi-buonisti" ormai (atei o cattolici,  indignati o aderenti al sistema) che non si domandano come mai i nostri vecchi sono a casa e aspettano anche mesi per ottenere l'invalidità e l'assistenza necessaria, come mai gli ospedali a forza di tagli distribuiscono letti come fossero caviale prezioso, come mai si attende anche un anno per un'analisi clinica che potrebbe rivelarsi fondamentale per la propria salute. Ma loro sono buoni e noi siamo cattivi, solo perché vogliamo la verità: cioè il vero bene. Perché, si sappia, il bene o è bene vero o è altro, non esiste la terza scelta. E non ci può essere pace senza giustizia come Giovanni Paolo II gridò con fermezza.  
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