Ciocchetti (ex Udc): "Casini fuori tempo e senza autocritica. Occorrerà ragionare con Ncd..."

03 febbraio 2014 ore 13:27, Marta Moriconi
Ciocchetti (ex Udc): 'Casini fuori tempo e senza autocritica. Occorrerà ragionare con Ncd...'
Chiamiamo Luciano Ciocchetti, leader del Movimento Idee più Popolari e presidente dell'Associazione Moderati per la Terza Fase, aderente alla piattaforma ‘Officina per l’Italia’ lanciata da Fratelli d’Italia, per commentare con lui la decisione del suo ex leader di partito, Pierferdinando Casini, di fare di nuovo valigie e bagagli e di tornare a casa: da Berlusconi, appunto. Ciocchetti evidenzia subito due passaggi che non gli sono piaciuti: «E’ una scelta fuori tempo massimo» e «nel ragionamento di Casini manca l’autocritica». Quanto a Scelta Civica, che per bocca di Andrea Romano, dice di guardare al centrosinistra dichiara:  «Non mi stupisce affatto. Anzi, è uno dei motivi per cui era assolutamente innaturale il rapporto tra l’Udc e loro». Poi affronta la questione Italicum, facendo delle riflessioni a voci alta: «Occorrerà ragionare con Ncd o con altri…». Casini ha detto addio al Terzo polo e ora guarda a Ncd e Fi. L’ha stupita? E’ solo opportunismo o strategia realistica? «Casini lo doveva fare molto prima. La nostra critica all’azione svolta nel 2012-2013 parte proprio da qui:  lui scelse di andare una volta da una parte e una volta dall’altra, indebolendo così la coalizione dei moderati e favorendo invece quella di centrosinistra. E’ una scelta giusta fatta in un momento sbagliato. La doveva fare prima delle elezioni del 2013. Le nostre strade si sono divise per quanto riguarda il partito, ma ognuno fa quello che vuole sia chiaro. Oggi in un sistema che è chiaramente bipolare e che vede come terza forza i grillini questa decisione non ha troppo senso, farla oggi è farla fuori tempo massimo. E’ questo l’errore del suo ragionamento». E’ chiaro che si va verso un nuovo bipolarismo, di tipo europeo: popolari contro socialisti. Lo ritiene sbagliato?
Ciocchetti (ex Udc): 'Casini fuori tempo e senza autocritica. Occorrerà ragionare con Ncd...'
«Penso che si vada verso questo , sì. E’ un discorso che c’era anche prima del 2013. I protagonisti sono gli stessi più o meno: già c’era una coalizione di centrodestra oppure di area popolare,  tipo modello europeo, e uno di centrosinistra, tipo socialisti di stampo europeo.  Che Grillo vincesse con queste percentuali poi era abbastanza scontato. Si sapeva da prima. Chiaramente la bruttissima esperienza dell’alleanza con Monti è stato un errore politico, storico, e in qualche modo ha fatto venire meno la classe dirigente che nel corso del tempo avevamo costruito». Tutta colpa di Casini? «Credo che ci sia bisogno, quando si decide di cambiare la linea, di fare un po’ di autocritica. Quello che manca assolutamente nel ragionamento di Casini». Ricordiamo il fallimento della strategia del predellino. Perché dovrebbe andare in porto oggi un nuovo tentativo di aggregazione tra simili? «Il ragionamento è un po’ diverso: il predellino puntava a fare un unico partito, in questo caso si vuole costruire un’esperienza formata da una coalizione. Mettendo insieme più partiti che possano raggiungere un risultato importante». Quanto la stupisce l’intervista di Andrea Romano su La Repubblica?  Scelta Civica adesso guarda al centrosinistra? «Non mi stupisce affatto. Anzi, è uno dei motivi per cui era assolutamente innaturale il rapporto tra l’Udc e loro. Penso che quel movimento aveva all’interno, dall’inizio, delle contraddizioni fortissime. Tra chi guardava al centrodestra e chi al centrosinistra. Oggi finalmente si fa chiarezza». Un dato è certo. E’ iniziata la campagna elettorale. Il suo movimento come si sta muovendo? «Noi stiamo lavorando da mesi a cercare il modo di costruire un discorso, anche con altri: occorre fare un partito di centrodestra che possa raccogliere i delusi del Pdl alle cui istanze né Forza Italia né il Nuovo Centrodestra sanno rispondere. L’obiettivo è unificare. E se la legge elettorale rimarrà quella che sembra, bisognerà aggregare ancora di più. Per cercare di creare soggetti politici che superino la soglia di sbarramento in coalizione». Sta pensando a Storace e agli altri movimenti di destra quando parla così? «No. Non credo che sarebbe sufficiente. Occorrerà ragionare con Ncd o con altri guardando proprio al superamento della soglia di sbarramento. Le Europee rappresenteranno proprio una verifica». Ma lei spera in una modifica dell’Italicum, così come entrato in Aula, giusto? «Ha un grosso limite. Ci sente il bisogno di dare il potere ai cittadini di scegliere gli eletti. Mentre con questo sistema di liste bloccate si favoriscono i capi dei singoli partiti. Spero che il Parlamento, nell’esame della legge, possa superare questo deficit».
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