Giuramento, chi era Stefano Gaj Taché. Il bambino ricordato da Mattarella

03 febbraio 2015 ore 12:50, Andrea De Angelis
Ha emozionato gli ebrei romani il ricordo da parte del presidente della Repubblica di Stefano Gaj Taché, bambino ebreo ucciso il 9 ottobre 1982 davanti alla Sinagoga di Roma.  
Giuramento, chi era Stefano Gaj Taché. Il bambino ricordato da Mattarella
  "Io sono figlio di quell'attentato - ha commentato il presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici - Mio padre è stato ferito in quell'attacco come molti altri ebrei romani scampati miracolosamente alla morte. Il gesto del Presidente della Repubblica riempie il cuore di speranza degli ebrei romani e italiani. La famiglia di Stefano, i genitori e il fratello, vogliono a loro volta abbracciare il Presidente e immaginare che una volta per tutte il nome di Stefano venga inserito nell'elenco delle vittime del terrorismo in Italia". "Oggi io sento il dovere di essere qui in qualità di testimone. Perché ora sono cosciente che tocca a me fare in modo che il ricordo di Stefano non si dissolva nella nebbia della storia. Tocca a me ricordare al mondo che l’innocenza di un bambino, ancora una volta, è stata violata da mani assassine guidate dall’odio antisemita". Queste furono le parole di Gadiel Gaj Tachè il 9 ottobre del 2012, di fronte a una platea in cui sedeva anche l'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel commemorare a trent'anni di distanza la morte del fratellino Stefano, ucciso da un commando di terroristi in un attentato all'uscita della Sinagoga di Roma in cui vennero ferite altre 37 persone.
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