Messa, la circolare di papa Francesco su desiderio di Benedetto XVI

03 settembre 2014 ore 13:24, Americo Mascarucci
Messa, la circolare di papa Francesco su desiderio di Benedetto XVI
Non si può non condividere la decisione assunta dalla Congregazione per il Culto Divino che attraverso una specifica circolare ha invitato i parroci a “moderare” il gesto della pace
durante la celebrazione eucaristica, evitando che diventi uno show. In molte chiese infatti questo gesto fraterno diventa l’occasione per salutarsi, scambiarsi opinioni, spostarsi da un banco all’altro per stringere la mano al parente o all’amico; spesso il sacerdote stesso scende dall’altare e si scambia il segno della pace con i fedeli seduti nelle prime file, il tutto accompagnato da canti che non c’azzeccano niente. Bene dunque la circolare pontificia che invita all’assoluta sobrietà. Dato il contesto viene spontaneo raccontare un fatto vissuto in prima persona. Anni fa partecipai ad una celebrazione eucaristica in un convento della provincia di Viterbo. La messa durò all’incirca due ore e mezza. Come è possibile? Tutto è possibile quando un sacerdote è in grado di trasformare la celebrazione eucaristica in uno show. L’omelia post vangelo fu trasformata in un dialogo aperto, con il prete che sceso dall’altare e sedutosi al centro della chiesa, si mise a dialogare con le persone come al bar, toccando anche vicende strettamente personali che riguardavano alcuni. La preghiera dei fedeli fu sostituita dalle libere espressioni delle persone presenti (in tutto venti minuti persi ad ascoltare i sermoni generali), il segno della pace diventò un rito collettivo con il prete che si mise a girare per tutti i banchi, stringendo le mani di ognuno, soffermandosi a scambiare battute con i conoscenti più stretti, per un tempo di circa un quarto d’ora. Il tutto poi intercalato da continui canti (mezz’ora buona in tutto), incitati dal celebrante che dall’altare si agitava come sul palco di un qualsiasi festival musicale. Va da sé che certe celebrazioni non incoraggiano certamente la partecipazione dei fedeli vista la durata eccessiva delle funzioni e una spiccata propensione al protagonismo, allo spettacolo, nella più totale assenza di spiritualità. Un’esaltazione eccessiva delle forme, con un tocco di fanatismo ed una scarsa propensione a far trasparire il messaggio evangelico. Evviva dunque la circolare di papa Francesco che per altro ricalca un desiderio già espresso da Benedetto XVI, anche lui disturbato da un abuso del segno della pace e del suo autentico significato. E’ opportuno che le sante messe tornino a riscoprire la sacralità, eliminando il superfluo e tutto ciò che è più adatto ad uno show o ad una tavola rotonda, rispetto ad una funzione liturgica. Il canto poi è importante, avvicina senz’altro a Dio e aiuta a pregare ma ci sono momenti, come appunto lo scambio del segno della pace, che non necessitano di troppo frastuono e devono essere accompagnati dal silenzio. Su queste questioni papa Francesco merita tutta l’appoggio del mondo, così come va incoraggiato l’appello contenuto nell’esortazione apostolica Evangeli Gaudium a tutti i sacerdoti; siate semplici, chiari e concisi nelle omelie, evitando di annoiare i fedeli e di non far comprendere ciò che il Vangelo insegna. Americo Mascarucci
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