Rocca (FDI-AN): “Campi nomadi? Salvini fa slogan, ecco le nostre soluzioni”

30 aprile 2015, Andrea Barcariol
Federico Rocca, responsabile romani enti locali Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, spiega a IntelligoNews
Rocca (FDI-AN): “Campi nomadi? Salvini fa slogan, ecco le nostre soluzioni”
la delibera di iniziativa popolare presentata per chiedere lo smantellamento dei campi rom nella capitale.

Ci può spiegare la vostra proposta sui campi rom?

«E’ una delibera di iniziativa popolare  per smantellare i campi nomadi a Roma, vietare di crearne dei nuovi e regolamentare tempi e modi per la presenza di rom, sinti e caminanti sul territorio cittadino. Abbiamo appena iniziato la raccolta di firme, ne servono 5.000, abbiamo tempo fino al 13 luglio. Comunicati, volantini e mozioni lasciano il tempo che trovano, la delibera è l’atto più importante che fa un’amministrazione».

Come giudica l’operato del sindaco Marino in questo settore?


«Sulla stessa linea delle amministrazioni degli ultimi 30 anni, la differenza rispetto ai tempi di Alemanno, che pure non risolse il problema, è che fu messa la vigilanza nei campi e vennero fatti tanti sgomberi degli insediamenti abusivi. Oggi non c’è più nessun controllo, la situazione è sicuramente peggiorata».


Nella delibera si parla di smantellamento, ci sono state durissime polemiche per la frase di Salvini che disse che voleva “radere al suolo” i campi rom.

«Quello era uno slogan, ma senza una una soluzione. E' una dichiarazione che fa effetto ma che nella sostanza non risolve il problema, Salvini infatti è stato anche costretto a correggere il tiro dicendo prima li avverto e poi uso le ruspe».

A livello pratico però tra radere al suolo un campo vuoto e smantellarlo c’è poca differenza?


«La differenza è poca, noi partiamo dal presupposto che dobbiamo mettere la parola fine all’esperienza dei campi rom, spesso luoghi di degrado e non legalità. Proponiamo l’istituzione di aree di sosta temporanee, in un numero limitato, se poi decidi di rimanere a Roma il percorso cambia, rinunci ai servizi che l’amministrazione ti offre e segui lo stesso percorso per la residenza che seguono i romani, senza avere vantaggi ad esempio per l’assegnazione delle abitazioni. Tra l’altro sono stati scoperti anche nomadi con conti bancari di 300-400 mila euro, mi sembra giusto che la casa se la vadano a comprare da soli. Inoltre chiediamo il pagamento di una tassa di stazionamento di circa 150 euro mensili che servono per pagare acqua, luce e gas e chiediamo soprattutto il rispetto a 360° della legalità all’interno dei campi. E’ assurdo che ci siano rumeni, ungheresi o bulgari che sono a Roma da 10 anni. C’è la direttiva europea numero 38 del 2004, non rispettata, che prevede che dopo 6 mesi di permanenza in uno Stato diverso da quello di provenienza se non hai requisiti non puoi restare. La legge c’è ma non viene applicata. Qualcuno può dire che vengono da Paesi dove c’era la guerra, ma ad esempio il conflitto in Jugoslavia è finito da 20 anni».


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