Italiani iperconessi ma non arrivano a fine mese: tutti su Fb con la paura per la privacy

30 gennaio 2015 ore 16:07, Giuseppe Tetto
Italiani iperconessi ma non arrivano a fine mese: tutti su Fb con la paura per la privacy
Nonostante le crisi economiche, crolli dei governi o le piaghe d’Egitto, c’è una cosa che proprio gli italiani non smetteranno mai di fare: rimanere connessi alla rete.
Dai social agli smartphone, secondo quanto rivela l’Eurispes nel Rapporto Italia 2015, il popolo del BelPaese tiene gli occhi puntati sulle maglie virtuali di internet, tanto che il 98,4%, spulcia quotidianamente fra le notizia che viaggiano in rete per tenersi informati,  l’88,2% invia e riceve email, il 64,6% guarda filmati su YouTube e il 60% utilizzare social network (60%). Il 59,9% fa acquisti online, il 53% controlla il proprio conto bancario, il 48,5% scarica musica/film/giochi/video. Il tutto tramite smartphone. Stando ai numeri, infatti, con il 67% i dispositivi mobili si aggiudicano il primo posto fra i device principali  utilizzati per accedere alla rete, scalzando rispettivamente: computer portatili (64,4%), dei computer fissi (62,7%), dei lettori dvd (62,6%). Circa un terzo del campione afferma di possedere un tablet/ipad (36,8%), l’abbonamento alla tv a pagamento (36%), una smart tv (33,3%), un lettore mp3/iPod (30,7%), una consolle per videogiochi (Playstation/PSP/Xbox/Wii) (29,1%). Solo l’11,3% ha un e-book. Chi utilizza il telefonino lo fa innanzitutto per le chiamate (99,5%) e per gli sms (88%) ma diffusa è anche l'abitudine di fare foto/filmati (65,3%), navigare su internet (61,2%), comunicare tramite WhatsApp e altre applicazioni di messaggistica (60,6%). La metà degli intervistati usa le applicazioni. Riferisce di usare i social network tramite smartphone il 41,8% del campione. Il 40,2% usa il telefonino anche per lavorare, il 34,2% ascolta la musica, quasi un terzo (31,1%) gioca. Interessante il dato che riguarda il mondo social. La quasi totalità del campione (95,7%) è attiva su Facebook, reggono Twitter (43,2%), Google+ (40,1%), Instagram (34,2%), e Linkedin (20,9%). Quello che colpisce maggiormente è invece il fatto che ben il 43,1% di chi ha un profilo su Facebook afferma di aver sentito violata la propria privacy perché qualcuno ha pubblicato online foto in cui era presente; il 15,5% ha provato questa sensazione vedendo pubblicato un video in cui era presente; il 14,3% ha sentito violare la propria privacy da frasi pubblicate online che rivelavano suoi fatti personali. «L’utilizzo di massa delle nuove tecnologie - dichiara il presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara - ci pone davanti a nuovi interrogativi. La pervasività, apparentemente silenziosa e quasi confortevole, del cyberspazio in cui viviamo, è destinata ad aumentare con l’avvento di una nuova Era, la cosiddetta Internet of Things. Oltre ai cambiamenti sociali ed economici che questo comporterà, non possiamo più ignorare il fatto che le guerre si combatteranno sempre più sul “filo” del Web. Più di ogni cosa è quindi fondamentale adeguare il Sistema Paese a questo nuovo scenario, facendo prevenzione, gestendo i rischi e gli eventuali incidenti in maniera tempestiva e in tempo reale».
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