Fabrizio Ghera (FDI) denuncia: "Comune di Roma fa corsi di orientamento al personale organizzati da Arcigay?"

30 luglio 2015, Marco Guerra
Fabrizio Ghera (FDI) denuncia: 'Comune di Roma fa corsi di orientamento al personale organizzati da Arcigay?'
“Pregiudizi, discriminazioni e stereotipi di genere”; “Donne leadership e cittadinanza”; “Linguaggio di genere”; “Salute e sicurezza in una prospettiva di genere”. Sarebbero solo alcuni dei temi toccati dai corsi rivolti al personale del Comune di Roma nell’ambito della campagna informativa “Pari Opportunità: seminari scientifici per i dipendenti di Roma Capitale”, volta – come si legge sul sito del Comune - a promuovere la cultura delle pari opportunità nell’ambito lavorativo. Per i dipendenti interessati le ore oltre l’orario ordinario verrebbero considerate a recupero. L’iniziativa è stata oggetto di un’interrogazione del capogruppo di Fratelli d’Italia, Fabrizio Ghera, che vuole vederci chiaro riguardo ai fondi elargiti alle associazioni vicine al mondo Lgbt che curerebbero i seminari in programma fino al prossimo dicembre. IntelligoNews lo ha intervistato. 

Consigliere Ghera perché vuole delle spiegazioni su questi seminari? 

“Il Comune fa dei corsi di orientamento al personale organizzati dall’arcigay? Secondo loro all'anagrafe gli impiegati dovrebbero sapere come porsi davanti a delle situazioni di vita più complesse. Io credo che i dipendenti siano già in grado di interagire con delle persone omosessuali semplicemente usando il buon senso. Insomma io sospetto che alla fine questa iniziativa serva solo a finanziare alcune associazioni”.

Anche perché una persona che si rivolge a uno sportello comunale non ha scritto sulla fronte le sue tendenze sessuali. Insomma era necessario spendere soldi per questa iniziativa? 

“Questo andrebbe chiesto agli organizzatori, infatti io credo che sia solo un modo per finanziare queste realtà. Nella mia interrogazione chiedo se questi corsi fossero veramente indispensabili e quanto è stato speso per organizzarli”.

Quello che viene sempre recriminato dai detrattori di queste iniziative è il fatto che si tagliano i fondi per il sociale e si trovano le risorse per sostenere questi progetti “politicamente corretti”. Anche questo corrisponde al caso di Roma?

“Sicuramente sì, i tagli al sociale sono talmente evidenti che adesso nella manovra di assestamento del bilancio del Comune ci sono interventi per rimpinguare le politiche sociali perché i soldi stanziati prima erano totalmente insufficienti, come testimoniano le continue lamentele dei municipi che trovano sempre più difficoltà a garantire i servizi verso le categorie più deboli. I territori dicono che non ci sono soldi per anziani, disabili, bambini… Insomma Marino si è fissato con gli omosessuali senza capire che se lo stesso impegno lo avesse profuso per dare delle risposte ai romani disoccupati o ai più bisognosi avrebbe risolto molti problemi delle stesse persone omosessuali”. 

Si spieghi meglio?

“Voglio dire che anche tra gli omosessuali ci sono molti disoccupati e che magari a loro interessa prima che il sindaco si occupi dello sviluppo della città e dei servizi di welfare piuttosto che dei matrimoni per le coppie dello stesso sesso che, tra l’altro, non sono un tema di competenza comunale”. 

Il Comune entra in tematiche nazionali quando dovrebbe occuparsi di altro? 

“Se il Comune non si occupa delle sue competenze principali, ma perde tempo, energie e risorse per litigare con il prefetto per fare le trascrizioni dei matrimoni omosessuali, sicuramente non ne beneficiano i cittadini, di qualunque tendenza sessuale essi siano. Marino invece di occuparsi si tutti si è incaponito nell’occuparsi di un tema che non è di sua competenza”. 

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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