Raggi se rinviata a giudizio esclude dimissioni: è la doppia morale dei 5S

30 maggio 2017 ore 17:20, Americo Mascarucci
Virginia Raggi testimonierà al processo che vede imputati per corruzione l’ex capo del Personale del Campidoglio Raffaele Marra e l’immobiliarista Sergio Scarpellini. I giudici hanno disposto che ognuno dei due imputati possa citare 10 testimoni tra quelli indicati nelle liste depositate. E la difesa di Marra ha scelto anche la sindaca di Roma. La Raggi potrebbe essere sentita a partire dal 30 giugno. I giudici della seconda sezione penale hanno stilato un primo calendario di udienze: quella del 20 giugno sarà dedicata al deposito delle trascrizioni delle intercettazioni; il 22 ed il 27 successivi sarà la volta dei testimoni dell'accusa e nell'udienza del 30 comincerà l'esame dei primi cinque testi indicati dalle difese. A disporre queste ultime citazioni saranno i difensori degli imputati.
Raggi se rinviata a giudizio esclude dimissioni: è la doppia morale dei 5S
Ma la Raggi è andata oltre e a chi le ha chiesto un commento circa un suo possibile rinvio a giudizio per abuso d’ufficio nell'inchiesta sugli incarichi in Campidoglio ha risposto: "Stiamo parlando in questo momento di una cosa che non è attuale, e comunque direi di no"..E naturalmente la risposta della sindaca ha suscitato subito inevitabili polemiche dentro e fuori il Movimento 5Stelle. 
Perché torna in auge quella che molti hanno definito la "doppia morale a 5Stelle", che ha portato il Movimento a trattare in maniera diversa, quasi opposta, vicende pressoché analoghe. 

I PRECEDENTI - Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti è stato sospeso dal Movimento dopo che si è scoperto essere indagato per abuso d’ufficio per le nomine al teatro comunale.  Dopo l’archiviazione delle accuse chiese di essere reintegrato senza ottenere risposta, ragione per cui ha poi scelto di abbandonare Grillo e company. 
Il sindaco di Quarto Rosa Capuozzo è stata espulsa dal Movimento perché nell'ambito di un’inchiesta che coinvolgeva alcuni consiglieri comunali emerse che era stata destinataria di pressioni e minacce non denunciate. 
Infine restando a Roma come non ricordare il caso dell’assessore all'Ambiente del Campidoglio Paola Muraro che ha rassegnato le dimissioni dall'incarico dopo aver ricevuto un avviso di garanzia nell'ambito dell’indagine sui rifiuti che la vedeva coinvolta nelle vesti di ex consulente dell’Ama. Verso la Raggi finora il trattamento è stato ben diverso: pur indagata è stata difesa dal Movimento e da Grillo in primis che hanno escluso l’eventualità di sue dimissioni. Ma se dall'indagine dovesse scaturire anche una richiesta di rinvio a giudizio? La Raggi ha tagliato corto, facendo chiaramente intendere che non si dimetterà comunque. Del resto la colpevolezza è accertata soltanto dopo il terzo grado di giudizio. Giusto, ma perché per altri è bastato il sospetto per essere espulsi?

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