Fassina "svuota-Pd" scende in campo a Roma, ma parte da Ostia

30 novembre 2015 ore 14:07, Americo Mascarucci
Fassina 'svuota-Pd' scende in campo a Roma, ma parte da Ostia
Il Partito democratico a Roma dovrà guardarsi alla propria sinistra; non dovrà dunque soltanto difendersi dall’assalto del Movimento Cinquestelle e del centrodestra unito, ma dovrà anche fare i conti con la candidatura a sindaco di Stefano Fassina che ha sciolto ogni riserva. 
Si candiderà con Sinistra italiana e punterà al ballottaggio senza escludere tuttavia in seconda battuta un appoggio al candidato 5stelle. Fassina dunque potrebbe davvero creare seri problemi al Pd succhiando voti a sinistra e andando a rappresentare quell’area del dissenso che non ha condiviso ad esempio il benservito dato all’ex sindaco Ignazio Marino. 
Un sindaco che non a caso Fassina elogia per aver segnato una netta discontinuità rispetto all’era Alemanno, soprattutto in materia di urbanistica e gestione dei rifiuti, e al quale rimprovera soltanto uno scarso coinvolgimento della città nelle decisioni. Una mezza promozione cui si accompagna una mano tesa tanto a lui che agli ex sindaci Francesco Rutelli e Walter Veltroni. Una sinistra dunque non arroccata in se stessa ma aperta anche verso l’area di centro ed i moderati, con l’obiettivo evidente di “svuotare il Pd” ossia diventare il punto di riferimento di un centro sinistra con il trattino, dove ovviamente la sinistra abbia un ruolo determinante ma non egemone. Ciò che in pratica Fassina accusa il Pd di non essere stato.
A Roma dunque alternativi al Pd ma anche a Milano, Torino, Napoli, insomma le città che contano dove per altro già Sel era in rotta di collisione nelle amministrazioni uscenti. Altrove invece, nei centri più piccoli, la porta resta aperta alla collaborazione. 
Dunque anche Piero Fassino a Torino rischia di perdere consensi a sinistra mentre Luigi De Magistris potrebbe trovare proprio nella sinistra il valore aggiunto alla sua coalizione. 
I voti eventualmente sottratti al Pd al primo turno potrebbero poi tornare utili al ballottaggio per vincere e magari sconfiggere gli avversari? Laddove ci saranno candidati del centrodestra a competere con quelli del Pd probabilmente sì, come a Milano e Torino per esempio, ma se ci saranno candidati 5stelle come appare oggi molto probabile a Roma allora la musica potrebbe cambiare con una preferenza per i penta stellati rispetto ai candidati renziani. 
Per il resto il programma di Fassina parte da Ostia, considerato l’epicentro del degrado e dell’illegalità nella Capitale, il cuore della battaglia per il rilancio di Roma, una battaglia che si identifica dunque nella riqualificazione delle periferie. Da qui dunque, dalle periferie, per Fassina partiranno le politiche di sviluppo del futuro. 
Il tutto con un occhio al pesante deficit che grava sul Campidoglio, un debito da rimodulare perché giudicato insostenibile. Insomma Renzi si sarà pure liberato di un oppositore dentro il partito ma le spine di Fassina continuano a pungere e a ferire. Ora per il Pd la parola d’ordine sarà quella di contenere le ferite. 

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