Lazio-Roma, Ubaldo Righetti: "Poca differenza punti, ma c'è una favorita"

30 novembre 2016 ore 16:59, Micaela Del Monte
Quello di domenica sarà un Derby molto importante, forse il più importante dopo quello di due anni fa che valeva la Champions League. Un Lazio-Roma che si preannuncia molto tirato vista la minima distanza in classifica tra i due club. Di questo e altro abbiamo parlato con Ubaldo Righetti, ex giocatore della Roma (con la quale ha vinto lo scudetto nel 1983 e tre Coppe Italia) e commentatore radiofonico (Tele Radio Stereo) e televisivo (RAI e Roma TV).

Lazio-Roma, Ubaldo Righetti: 'Poca differenza punti, ma c'è una favorita'
Tatticamente su cosa si giocherà questo Derby? Quali sono i punti forti delle due squadre?

"Da una parte è sicuramente confermata la forza dei due attacchi. Se l'organizzazione difensiva delle sue squadre sarà solida ci saranno molti duelli individuali e la forza e la differenza sta tutta lì. E' una partita che potrebbe finire 4-4 vista l'incisività delle due fasi offensive, così come potrebbe finire 0-0 se c'è tanta attenzione, determinazione e applicazione. O comunque c'è da aspettarsi un pareggio visto il potenziale che hanno Roma e Lazio lì davanti, nonostante i giallorossi (e lo dicono i numeri) finora sono stati più concreti".

Erano un paio danni che Lazio e Roma non si affrontavano con così poca differenza di punteggio, è così solo per la classifica o le due squadre sono vicine anche tecnicamente? 

"Alla Lazio va sicuramente riconosciuto un valore importante visto quello che sta facendo in questo campionato, ma è indubbio che quello della Roma è nettamente superiore, più completo e più forte nonostante non riesca a dimostrarlo con continuità. Le pause dei giallorossi mettono perennemente in discussione questo valore, ma sicuramente la differenza tra Roma e Lazio è netta". 

Quanto può incidere questa partita sul resto del campionato?

"Vincere un Derby è sempre fondamentale, ma c'è una cosa che va al di là del discorso tattico e tecnico: ci vuole cuore. Poi è vero che è importante anche non perderlo per ovvi motivi di classifica e soprattutto di convinzione di squadra".

A proposito di cuore, quanto può influire in questa stracittadina l'assenza del pubblico sugli spalti?

"Un tempo il Derby si giocava prima nelle Curve e poi in campo. I tifosi sugli spalti supportavano e trascinavano i giocatori in campo soprattutto nei momenti di difficoltà quando serviva una spinta emotiva. Se non c'è, e purtroppo non c'è, si perde anche un po' di magia".

La Juventus è a -4 per la Roma e -5 per la Lazio, la squadra di Allegri quest'anno è diversa rispetto alla schiacciasassi delle passate stagioni o è solo un altro momento dovuto anche alle tante assenze che i bianconeri devono affrontare? Le inseguitrici possono sperare in un esito diverso quest'anno?

"Bisogna capire, e questo lo sanno solo i diretti interessati, se è più facile portare avanti il lavoro di Allegri con la Juve sul piano tecnico/tattico o quello di Spalletti con la Roma sulla mentalità. Recuperare 4 punti non è di certo facile e non credo che la Juventus ne concederà molti altri in questo campionato. Conosciamo la storia di questa squadra e abbiamo visto come lo scorso anno le cose sono cambiate nel giro di poche partite. La Roma, così come le altre inseguitrici, dovranno fare uno sforzo notevole e impegnarsi veramente tanto per sbagliare il meno possibile e restare in scia. Questo è un compito decisamente stimolante ma non sarà affatto semplice per nessuno". 
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