Roma tar-tassata. Marino si gioca la "fascia" e lo sa...

30 ottobre 2013 ore 12:57, intelligo
di Micaela Del Monte.
Roma tar-tassata. Marino si gioca la 'fascia' e lo sa...
Il Governo dà il via libera all'aumento dell'Irpef, ma Marino non ci sta.
“Le tasse? Farò di tutto per non aumentarle”, questo è il punto fermo del primo cittadino di Roma che, nonostante l'esecutivo gli dia la possibilità di rincarare l'Irpef di altri tre punti (facendolo arrivare ad 1,2% nel 2014), non vuole saperne. Secondo l'indicazione del Governo l'incremento della tassa permetterebbe di minimizzare lo squilibrio nei conti passando da 860 a 380 milioni di debiti. Ma Marino vuole mantenere la promessa: “Come non ho autorizzato l'incremento dell'Imu per il 2013, così farò l'anno prossimo con le altre imposte comunali. Risparmieremo su tutto, ma senza mettere le mani nelle tasche dei romani”. Tutto questo sarà possibile anche grazie al decreto SalvaRoma, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, che eviterà il collasso finanziario della Capitale. Attraverso una complessa partita di giro fra debiti e crediti vantati dalla gestione commissariale, dall'esecutivo nazionale arriveranno soldi anche per le municipalizzate, a cominciare dall'Atac, che dovrebbe ricevere circa 200 milioni di euro, e dall'Ama che ne avrà invece un centinaio. Altri 28,5 milioni in tre anni sono stati poi stanziati per la raccolta differenziata di Roma. Mentre altri 115 milioni saranno spalmati (quota parte) sui bilanci capitolini dei prossimi anni in virtù della ricognizione sul perimetro della gestione commissariale: a tanto ammontano infatti le rate dei mutui per investimenti effettuati prima del 2008 ma che sono venute a scadenza (o verranno a scadenza) in un momento successivo. I portafogli dei cittadini dunque sono salvi, ma il Campidoglio dovrà continuare a fare i salti mortali per far quadrare i conti.
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