Il dado è tratto: Marino è de-caduto, i consiglieri che lo abbandonano

30 ottobre 2015, intelligo
Il dado è tratto: Marino è de-caduto, i consiglieri che lo abbandonano
"Non mi sento un martire, sono un lottatore sociale che tiene fede al compito che il popolo gli ha dato",
sono le parole citate da Marino dal discorso alla nazione tenuto da Allende poco prima di morire, "e vi dico con certezza che il seme affidato alla coscienza degna di migliaia di Cileni, non potrà essere estirpato completamente. Hanno la forza, potranno sottometterci, ma i processi sociali non si fermano ne' con il crimine ne' con la forza. La storia è nostra e la fanno i popoli". 

Forse lo diceva sperando che la quota di 26 firme non sarebbe arrivata. Ma con l'arrivo di Giovanni Paris (Pd), in via del Tritone, nella sede dei gruppi consiliari capitolini, secondo fonti della maggioranza in Campidoglio sarebbe stata raggiunta il dado è stato tratto. 

Le stesse fonti spiegano infatti che all'appello risultano esserci tutte e 19 le firme del Pd, a cui si aggiungerebbe anche quella di Svetlana Celli, eletta nella lista civica di Marino e fino all'ultimo data per incerta. 

Nelle 26 firme di dimissioni rientra anche quella del consigliere Ncd, Roberto Cantiani, a cui si vanno ad aggiungere le dimissioni dei due consiglieri fittiani e dei due esponenti di Fratelli d'Italia.

Non viene invece specificato se nel conteggio delle 26 firme sono calcolate le dimissioni dell'esponente di Noi con Salvini, Marco Pomarici, oppure del consigliere eletto nella lista di Marchini, Alessandro Onorato, il quale però ha precedentemente escluso che lo stesso Alfio Marchini possa venire qui in via del Tritone a rassegnare le sue dimissioni.
autore / intelligo
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