Talluto, l'untore dell'Hiv in carcere per 24 anni. Ma non è epidemia dolosa

30 ottobre 2017 ore 11:29, intelligo
Ventiquattro anni di reclusione ma nessuna epidemia dolosa per Valentino Talluto, soprannominato l'untore: è questa la condanna inflitta dai giudici della Corte d’Assise per il trentaduenne di Acilia che ha trasmesso il virus dell’Hiv nell'arco di tempo che va dal 2006 al 2010 a trenta donne con le quali aveva avuto rapporti non protetti nonostante fosse a conoscenza di essere sieropositivo. Il caso Talluto è fatto anche di una tragedia nella tragedia: un uomo e un bambino sarebbero stati contagiati in modo non diretto perchè marito e figlio di due sue vittime. Una delle donne era in stato di gravidanza per questo avrebbe trasmesso il virus al figlio.
La condanna concerne anche il reato di lesioni gravissime. Come dichiarato dal magistrato: "Ha provato in tutti i modi a contagiare decine di persone, riuscendo nel suo intento in 32 casi e fallendo, per cause indipendenti dalla sua volontà con altre 20 persone".
Talluto, l'untore dell'Hiv in carcere per 24 anni. Ma non è epidemia dolosa

LE VITTIME
Al Corriere della Sera, la prima ragazza che lo ha denunciato (chiamata Livia ma è un nome di fantasia) ha dichiarato: "Questo processo è stato l’unica rivincita che abbiamo potuto concederci. Non è molto se pensate a tutto quello che Valentino Talluto ci ha tolto". "Lui aveva l’occasione di dire perché. Non lo ha fatto". 
Poi piangendo: "Se ci pensate, da lui non è venuta neppure una parola di scuse. sarebbe cambiato poco. Ma la malattia sarebbe rimasta. Eppure sarebbe stato un gesto comprensibile". Poi però c’e’ anche la solidarietà: "Quella fra noi, vittime, è molto importante". 

#talluto #untore #condanna
autore / intelligo
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