Roma, donna aggredita da cani randagi: chi sono i veri responsabili? La foto choc

31 luglio 2014 ore 14:29, Orietta Giorgio
Roma, donna aggredita da cani randagi: chi sono i veri responsabili? La foto choc
Sbranata da un branco di cani randagi mentre fa jogging  in un parco di Roma. Nunzia, 43 anni correva nel parco della Marcigliana, ad attaccarla sono tre cani sbucati dal nulla, la donna può fare ben poco per difendersi. Soccorsa, la donna è stata portata in codice giallo all'ospedale Sant'Andrea. La foto choc che la ritrae a terra ferita, ricoperta di sangue, è agghiacciante e riapre il problema mai risolto del randagismo. Come ci si può tutelare? Sembrerebbe che la tutela degli animali sia alla base del problema: tutelare gli animali e l’ambiente per proteggere l’uomo. Se ci fossero strutture adatte per ospitare i cani randagi e, soprattutto, se ci fosse l’educazione alla pratica della sterilizzazione non ci sarebbero cani randagi liberi, pronti ad attaccare l’uomo, probabilmente per difesa o per fame. Altra piaga riguarda l’abbandono, e di conseguenza il proliferare di randagi sul territorio. Episodi come quelli della donna aggredita ieri non sono rari, purtroppo. IntelligoNews ha chiesto un parere a chi di cani randagi se ne intende, Federica Proietto Scipioni, una volontaria attiva da molti anni in alcuni canili romani:
"Le motivazioni di un attacco possono essere svariate, potrebbe trattarsi di una protezione nei confronti di cuccioli appena nati, o la difesa del proprio territorio o per l'esasperazione di una vita fatta di stenti... parlare di pura e semplice "follia omicida" è un errore che purtroppo, chi non vive concretamente nel campo animalista, commette spesso. Pensiamo a quanti abbandoni avvengono ogni anno, sono animali abituati ad una casa, scaraventati in strada, vulnerabili e bisognosi di essere difesi, impareranno fin da subito a difendersi da soli, in un mondo sconosciuto nel quale i pericoli potrebbero sbucare ad ogni angolo. Questi cani svilupperanno la delusione dell'abbandono, vivranno di fame e sete, di gelo e sole cocente, tutto questo potrebbe portarli ad una "difesa estrema" che purtroppo si può tramutare anche in un attacco.
La sterilizzazione è un altro punto messo troppo spesso in discussione, ma noi volontari animalisti, invece, lo promuoviamo in continuazione come scelta d'amore. Vorrei che tutti capissero che non è "un andare contro natura" ma evitare che un giorno possano nascere animali disperati, forse proprio come quelli che hanno attaccato la signora di Roma qualche giorno fa".
Grazie alla sua esperienza sul campo spiega: "Avvicinare un cane randagio non è un gesto facile, bisogna entrare nel suo territorio in punta di piedi, deve capire che chi gli tende una mano non vuole amplificare il suo dolore ma anzi vuole attutirlo fino a farlo scomparire, questo è quello che noi volontari mettiamo in atto ogni volta che si presenta l'occasione, probabilmente questa donna, non rendendosene conto, ha superato il loro limite di sicurezza e loro hanno ritenuto giusto difendersi. Il mio appello è quello di ogni volontario: non abbandonate e sterilizzate... questi due gesti potrebbero salvare la loro vita ma anche la nostra".
 
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