Atac, Mazzillo attacca: "Basta manager pendolari". Con Raggi "pace a metà"

31 luglio 2017 ore 11:43, Americo Mascarucci
Resta alta la tensione in Campidoglio fra il sindaco di Roma Virginia Raggi e l’assessore capitolino al Bilancio Andrea Mazzillo nonostante ufficialmente fra i due ci sarebbe stato l'atteso chiarimento dopo l'infuocata intervista di Mazzillo a Repubblica. Motivo dello scontro il crac dell’Atac, la società dei trasporti che è sull’orlo del fallimento. L’ex direttore generale Bruno Rota sceso da Milano proprio per mettere ordine nei conti della società si è dimesso usando parole di fuoco nei confronti dell’Amministrazione. "Sono andato via perché pagavo un prezzo personale troppo alto, avevo dei rischi anche personali. Sono incensurato, voglio restare tale". Parole gravissime che hanno contribuito ad acuire una tensione già alle stelle.
Atac, Mazzillo attacca: 'Basta manager pendolari'. Con Raggi 'pace a metà'

L’ATTACCO DI MAZZILLO
"Basta con incarichi a pendolari da Milano" ha attaccato adesso Manzillo dalle colonne de Il Messaggero con riferimento alla nomina di Rota, venuto proprio dal capoluogo lombardo dove si era occupato della minicipalizzata dei trasporti milanesi. 
Poi l’assessore aggiunge: "Vorrei fare un ragionamento sulla romanità, prendiamo persone che si conoscono e che conoscono i problemi di Roma. Perché è una città sui generis, non è come le altre. Qui a Roma servono persone che conoscano bene la sua complessità". 
Prosegue ancora: "Io faccio l’assessore al Bilancio, non ho mai un giorno libero. Perché i problemi sono all’ordine del giorno, pure il sabato e la domenica. Secondo me se tu vuoi fare bene il tuo lavoro per questa città ci devi vivere a Roma. Non puoi fare il pendolare, stare tre, quattro giorni e poi tornare a casa". 
Ma Mazzillo boccia anche la soluzione del concordato preventivo per Atac proposta dall'ex Dg Rota: “Questa azienda si può rilanciare in altri modi -spiega – sicuramente va aumentata l’efficienza. Il Comune è proprietario di Atac perché ne possiede il 100% ma ha anche nei suoi confronti un credito di 500 milioni di euro. E questo è un problema. Non serve andare al tribunale fallimentare. Serve un buon piano industriale".

CRISI RIENTRATA
Mazzillo in un'intervista a Repubblica aveva evidenziato la "necessità di una svolta per evitare di andare a sbattere". Aveva anche mosso critiche nei confronti dei colleghi di giunta Pinuccia Montanari (Ambiente) e Massimo Colomban (Partecipate), accusati di non avere alcun rapporto con gli eletti.  Dichiarazioni che avevano scatenato un'autentica bufera al punto che per alcune ore si era anche ipotizzato che la Raggi potesse dimissionare l'assessore. Anche perché forti erano arrivate le critiche dal M5S e dal blog di Beppe Grillo. 
Mazzillo però ha poi ritrattato parte delle considerazioni rilasciate a Repubblica parlando di "grosso fraintendimento" in un post su Facebook e assicurando di "condividere pienamente le linee strategiche e operative della sindaca Raggi". 
"Intervengo - ha scritto - in merito ad alcune ricostruzioni di stampa. In primis, sia chiaro che condivido pienamente le linee strategiche e operative della sindaca Virginia Raggi nella conduzione della macchina amministrativa. Queste linee sono tracciate nero su bianco nel programma elettorale del M5S per il rilancio di Roma. È mio obbligo destare l'attenzione di tutti ad un rispetto rigoroso dei conti. Chi parla di visioni discordanti non ha chiaro il percorso lineare a cui deve attenersi il titolare delle politiche di bilancio. Mie considerazioni di carattere economico e finanziario sui conti di Roma Capitale e sulle sue partecipate sono state interpretate in maniera evidentemente distorta". Alla fine insomma, tutta colpa della stampa. 
Fra Mazzillo e la Raggi dunque sembrerebbe tutto chiarito, ma nei corridoi del Campidoglio c'è chi è pronto a giurare che la crisi non è affatto risolta. Ora le nuove dichiarazioni dell'assessore contro la nomina di Rota "il manager venuto da Milano". E la Raggi ha detto chiaramente che "chi non condivide la linea è fuori". Mazzillo per molti sarebbe già con un piede fuori dalla giunta. Tutto dipenderà dalle decisioni che l'Amministrazione adotterà su Atac. 

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