I funerali di Simone. Il padre parla del "brutto anatroccolo"...

31 ottobre 2013 ore 17:35, intelligo
I funerali di Simone. Il padre parla del 'brutto anatroccolo'...
di Orietta Giorgio. Aveva solo 21 anni. Si chiamava Simone. Si è tolto la vita gettandosi dall’undicesimo piano e aveva scritto una lettera prima di uccidersi, dove si diceva stanco dell’omofobia. Non era un debole, aveva dei sogni, aveva la famiglia accanto, stava per realizzare uno dei suoi progetti: diventare infermiere. Era un ragazzo generoso e coraggioso da come lo descrivono, eppure non ce l’ha fatta a reggere le difficoltà di una vita "diversa". Oggi a Roma si sono svolti i funerali: la bara bianca era coperta di rose bianche e rosse, le urla della mamma disperata: “Simone, come faccio senza di te? ”. Tanta la gente che si stringe con affetto intorno alla famiglia. Il papà si fa forza pensando al messaggio, che in memoria del figlio, vuole continuare a divulgare: dire basta ad ogni forma di discriminazione. In Chiesa ha un foglietto in mano, c’è scritta la fiaba del "Brutto anatroccolo", la preferita di Simone: “C’era una volta un anatroccolo, dal corpo fragile, diverso dagli altri, perseguitato da tutti. Vagava senza meta, debole e inferiore, è brutto ma buono e diventerà un cigno bellissimo. Un viaggio triste ma positivo, l'anatroccolo conserva la sua identità”. Don Stefano  si rivolge ai genitori del ragazzo: “Pur con l'amore della sua famiglia Simone non è riuscito a superare le fatiche e le difficoltà della vita quotidiana, nonostante i suoi valori forti e i suoi principi. Pensiamo a quanto potesse stare male, a quanto forte fosse il suo disagio che nessuno è riuscito ad ascoltare e comprendere». Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica, presente ai funerali ha annunciato l'intenzione di far piantare tre alberi dal Keren Kayemeth LeIsrael: «Dopo la tragedia che ha colpito Roberto, ragazzo di 14 anni che si è gettato questa estate dal balcone di casa e che ci ha ferito nel profondo, la vicenda di Simone non ci lascia indifferenti. Fa male sapere attraverso le parole lasciate da Simone le motivazioni che hanno portato all’estremo gesto. E’ una situazione inaccettabile bisogna adoperarsi tutti per una società migliore, comprensiva e non emarginante». Intanto in Italia si parla di legge anti-omofobia, il dibattito è aperto. E c'è da giurarci che i familiari di Simone faranno le loro battaglie per aiutare la comprensione di queste vite "fragili".
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